Chiesa di Bologna

Alcune chiese della nostra Città


CORPUS DOMINI
via Tagliapietre, 19
Comunemente nota come "chiesa della Santa" per la presenza del corpo incorrotto di santa Caterina de' Vingri, fondatrice nel 1456 del primo convento di suore Clarisse a Bologna, è uno dei santuari cittadini più cari alla devozione popolare. Costruito fra il 1477 e il 1480 dai toscani Nicolò Marchionne da Firenze e Francesco Fucci da Doccia, l'edificio presenta una bella facciata rinascimentale, in parte rimasta al grezzo, ravvivata da eleganti rilievi in terracotta attribuiti allo Sperandio di Mantova.

L'interno rinnovato nel 1684-95 dall'architetto G. Giacomo Monti, venne decorato da splendide pitture di M. Antonio Franceschini con ornati di Enrico Haffner e rilievi in stucco di Giuseppe Mazza: purtroppo i bombardamenti dell'ultima guerra hanno fatto in gran parte scempio di questo prezioso apparato artistico. Degni di nota alcuni dipinti del Franceschini, tra cui il famoso Transito di S.Giuseppe (1692), e di Lodovico Carracci nonché la tomba del fisico Luigi Galvani e di Laura Bassi, celebre donna-scienziato del secolo XVIII. Da visitare l'attigua cappellina ove è visibile il corpo integro di santa Caterina da Bologna.


EREMO DI RONZANO
o CHIESA DI S. VINCENZO
via Gaibola, 18

Situato su un colle fra una folta vegetazione di querce secolari, castagni e cipressi (vi cresce anche l'olivo) e con una magnifica vista panoramica sulla città e sulla zona collinare, dopo aver accolto nel secolo XII un romitorio di pie donne, nel 1265 pervenne all'Ordine di Maria Vergine Gloriosa, detto Frati Gaudenti e ospitò Loderingo e Catalano, gli stessi immortalati da Dante nella Divina Commedia. Nel 1475 fu acquistato dai Domenicani che lo ricostruirono nelle forme attuali, ammantando l'interno della chiesa di S. Vincenzo di preziosi affreschi di scuola bolognese del primo Cinquecento. Oggi appartiene ai Servi di Maria che ne hanno fatto un centro di spiritualità.


SS. ANNUNZIATA
via S. Mamolo, 2

Situata - assieme al vasto ex convento dei Frati Minori - appena fuori Porta San Mamolo, ai piedi del colle di San Michele in Bosco, è preceduta da un elegante porticato rinascimentale. Venne fondata nel 1488 dai Francescani su un precedente cenobio dei Basiliani. Bello il luminoso interno a tre navate di linee gotico-rinascimentali, interamente trasformato in età barocca e depredato delle sue opere d'arte dopo la soppressione napoleonica e la successiva destinazione a caserma (1870). Interessanti anche i chiostri dell'ex convento, ancora in attesa di restauro e tuttora in parte adibito ad usi militari.


Ss. BARTOLOMEO E GAETANO
Strada Maggiore, 4

Di origine remota, appartenne nel sec. XI ai Benedettini di Nonantola. Dopo avere accolto nel '200 una comunità di monache cluniacensi, nel 1516 la chiesa venne demolita per fare posto ad una nuova fabbrica di mole più imponente, affidata all'arch. Andrea da Formigine, che innalzò il superbo porticato ornandolo con raffinati intagli in macigno oggi molto deteriorati. Alla fine del '500 passò ai Teatini che, nel 1653-88, fecero ricostruire la chiesa su disegno di G. Battista Natali e Agostino Barelli, dotandola di un nuovo campanile e di una nuova cupola, terminati nel 1694. Nel fastoso e luminoso interno opere di Lodovico Carracci, Guido Reni e dei migliori maestri della scuola bolognese del '600. Nella cappellina a sinistra dell'altare maggiore è sepolta la ven. Pudenziana Zagnoni, mistica bolognese spentasi nel fior degli anni nel 1608.


S. DOMENICO
piazza S. Domenico, 13

Una delle chiese bolognesi più ricche di storia d'arte, primo virgulto dell'Ordine dei Predicatori e custode delle spoglie del suo fondatore S.Domenico. Iniziata dopo la morte del santo (1221) si affaccia con una sobria fronte romanica, fiancheggiata dalla rinascimentale cappella Ghisilardi eretta su disegno di Baldassarre Peruzzi sulla piazza san Domenico, una fra le più belle della città.

All'interno - ristrutturato nel 1727-32 da Carlo Francesco Dotti, che fuse i due primitivi nuclei medievali in un unico organismo di linee corrette e luminose - si conservano inestimabili opere d'arte fra cui dipinti del Guercino (S.Tommaso), di Luca Cambiaso (Natività), di Filippino Lippi (Sposalizio mistico di S.Caterina, 1501), di Lodovico Carracci (S.Raimondo), di Giunta Pisano (Crocifisso). Di straordinario incanto la cappella di S.Domenico con la splendida arca marmorea che ne custodisce le spoglie, una delle più pure creazioni dell'arte plastica italiana, impreziosita dalle sculture di Nicolò Pisano nell'urna (1267), di Alfonso Lombardi nella predella (1532) e di G.B. Boudard nel paliotto (1768) e sormontata da una splendida cimasa marmorea modellata nel 1469-73 da Nicolò dell'Arca (le statue di S.Petronio, di S.Procolo e dell'angelo a destra sono opera di Michelangelo). Smagliante anche la decorazione pittorica della cappella (la Glorificazione di S.Domenico nel catino è di Guido Reni).

Capolavoro dell'intarsio rinascimentale è il coro ligneo di fra' Damiano da Bergamo (1528-51), definito dai contemporanei l'ottava meraviglia del mondo e ammirato anche dall'imperatore Carlo V.
Di notevole suggestione i chiostri del convento e la cella di san Domenico.


S. FRANCESCO
piazza S. Francesco
e piazza Malpighi

La chiesa, primo esempio in Italia di stile gotico di derivazione francese, venne innalzata fra il 1236 e il 1254 per iniziativa della comunità Francescana insediatasi in città fin dal 1218 con Bernardo di Quintavalle, uno dei primi discepoli di san Francesco, anch'egli presente a Bologna qualche anno più tardi. Notevoli l'alta facciata, di forme romano-gotiche, e la parte absidale col superbo slancio dei due campanili (il maggiore di ariosa architettura gotica del primo '400 e l'altro del 1260) e degli archi rampanti delle cappelle radiali ai cui piedi si ergono i mausolei duecenteschi dei celebri glossatori Accursio, Odofredo e Rolandino de' Romanzi.

All'interno - di orchestrazione austera e grandiosa - spicca la magnifica pala marmorea dell'altare maggiore scolpita tra il 1388 e il 1393 dai veneziani Jacobello e Pier Paolo dalle Masegne. Degni di nota vari monumenti sepolcrali lungo le pareti, tra cui la tomba di Papa Alessandro V, opera dello Sperandio (1482), la romanica cappella Muzzarelli e gli ariosi chiostri (secoli XIV e XV) dell'attiguo convento.


S. GIACOMO MAGGIORE
piazza Rossini, 1

Situata su una delle più attraenti piazze di Bologna, venne costruita fra il 1267 e il 1315 dai frati Eremitani di S. Agostino e ristrutturata alla fine del '400. L'interno, formato da un'unica vasta e luminosa navata, accoglie insigni tesori d'arte tra cui la Cappella Bentivoglio, una delle più significative creazioni del primo Rinascimento bolognese, impreziosita da magnifici dipinti.
Di grande interesse anche la Cappella Poggi, architettata nel 1561 da Pellegrino Tibaldi, autore anche dei dipinti, nonchè la tomba di Anton Galeazzo Bentivoglio di Jacopo della Quercia (1453). Notevoli pure il quadro con S.Rocco di Lodovico Carracci, due crocifissi lignei di Jacopo di Paolo (sec. XV), vari polittici gotici e pregevoli dipinti dei secoli XVI, XVII e XVIII nelle cappelle.
Di non comune eleganza il portico rinascimentale (1477-81) che affianca la chiesa, sorretto da agili colonne scanalate in arenaria e coronato da un ricco fregio scolpito (vi si aprono varie arche sepolcrali gotiche con avanzi di pitture e da esso si accede alla chiesa di S.Cecilia, ammantata di splendidi affreschi con episodi della vita della santa e di san Valeriano, eseguiti nel 1504-06 dai migliori maestri della scuola bolognese).


S. GIOVANNI IN MONTE
piazza S. Giovanni in Monte, 3

La storia dell'edificio, che si eleva su un lieve rialzo in una piazzetta pittoresca, si ricollega alla simbologia dei luoghi santi di Gerusalemme, riprodotti nel vicino complesso ecclesiale di Santo Stefano.
La primitiva chiesa rotonda del V secolo, divenuta nel 1118 sede di una comunità di Canonici Regolari Lateranensi, venne ristrutturata nel '200 e riedificata in forme gotiche attorno alla metà del sec. XV.
Elegante la facciata, ispirata ai temi dell'arte veneto-ferrarese (1474), dominata sul portale da una vigorosa Aquila, emblema dell'evangelista Giovanni, plasmata da Nicolò dell'Arca (c. 1481). Di grande fascino l'interno a tre navate nonostante le dispersioni del passato.
Vi erano custoditi dipinti di Ercole de' Roberti, del Domenichino, di Cima da Conegliano, del Perugino, oltre alla celebre S.Cecilia di Raffaello oggi nella Pinacoteca Nazionale di Bologna (in chiesa é visibile una copia).
Notevoli le vetrate figurate della facciata (sec. XV), le preziose pale d'altare dei secoli XIV - XVIII, il coro intarsiato cinquecentesco e, al centro della chiesa, la singolare colonna di età classica con capitello capovolto, sormontata da una croce romanica, unico avanzo dell'antico sacello petroniano (il Cristo in legno è del secolo XVI).


S. GIROLAMO DELLA CERTOSA
Cimitero Comunale,
via della Certosa, 18

Antico e grandioso centro monastico posto a ponente della città è dal secolo scorso adibito a pubblico cimitero. Trae origine dall'Ordine certosino che vi si insediò nel 1333. La chiesa venne consacrata nel 1359, mentre agli esordi del '600 una nuova possente torre campanaria si aggiunse al piccolo campanile del sec. XIV.

Austero e ricco di opere d'arte l'interno, articolato su un'inconsueta pianta a T rovesciata. Vi si ammirano notevoli dipinti dei maestri della scuola bolognese e un preziosissimo coro ligneo intarsiato nel 1539 da Biagio de' Marchi.

La chiesa è attorniata da alcuni chiostri di particolare suggestione, come quello della Cappella e quello delle Madonne che accoglie varie immagini sacre qui traslocate alla fine del '700 da alcune chiese bolognesi colpite da soppressione napoleonica.


SANTA MARIA DEI SERVI
Strada Maggiore, 43

Preceduta da un arioso quadriportico, sorretto da agili colonne in marmo, iniziato nel 1393 sul fianco della chiesa e completato sul sagrato nel XVI e nel XIX secolo, la Basilica di Santa Maria dei Servi spicca per la sua superba tessitura gotica, particolarmente notevole nella parte absidale ravvivata da caldi ornati in cotto.

Venne costruita dalla comunità dei Servi di Maria tra il 1386 e il 1437 su disegno di padre Andrea da Faenza, generale dell'Ordine, che forse si avvalse dell'opera di Antonio di Vincenzo, architetto di S. Petronio. Solenne e armonioso l'interno di forme gotiche a tre navate. Numerose le opere d'arte degne di rilievo, prime fra tutte la Madonna in trono di Cimabue (sec. XIII), la pala marmorea dell'altare maggiore di Michel Angelo Montorsoli (1558-61), gli affreschi trecenteschi di Vitale da Bologna, un singolare polittico in terracotta di Lippo di Dalmasio e preziosi dipinti di G.M. Crespi, dell'Albani, del Calvaert e di altri maestri di scuola bolognese dei secoli XVI, XVII e XVIII.


S. MARIA DELLA MISERICORDIA
piazza di Porta Castiglione, 4

Situata appena fuori di Porta Castiglione, ai piedi delle colline, la chiesa si distingue per la sua sobria fronte porticata cinquecentesca, innalzata dai frati Agostiniani subentrati nel 1473 agli Olivetani, che nel 1431 avevano provveduto a riedificare la primitiva costruzione appartenente fin dal sec. XIII ad una comunità di monache Cistercensi.
Singolare l'interno per la felice coesistenza fra lo stile rinascimentale della navata destra e quello gotico del resto dell'edificio. Nonostante la dispersione di capolavori d'arte, avvenuta dopo la soppressione napoleonica, nelle cappelle sono ancora custoditi interessanti opere dei secoli XVII e XVIII, tra cui un monumentale tabernacolo sorretto dai Quattro dottori della Chiesa, eseguito intorno al 1625 da Matteo Cossich.


S. MARIA DELLA VITA
via Clavature, 10

Fondata nella seconda metà del sec. XIII dalla confraternita dei Battuti di S.Maria della Vita, una delle prime sorte in Italia sull'onda del movimento dei Disciplinati fiorito nel 1260 a Perugia per impulso di Raniero Fusani. Accanto alla pratica della flagellazione, i suoi membri provvedevano ad assistere i pellegrini e i malati nell'attiguo ospedale, oggi scomparso.

La chiesa - cui spetta il titolo di santuario - venne ampliata fra il 1454 e il 1502 e ricostruita alla fine del sec. XVII dall'arch. G.B. Bergonzoni dopo un rovinoso crollo del soffitto avvenuto nel 1686. La cupola fu innalzata nel 1787 su disegno di Giuseppe Tubertini. Di linee eleganti e ariose l'interno, su pianta ellittica, ove si ammira il famoso gruppo plastico della Pietà, uno dei più vigorosi ed espressivi capolavori della scultura italiana, modellato nella seconda metà del '400 da Nicolò dell'Arca. Sull'altare maggiore l'affresco della Madonna della Vita della seconda metà del sec. XIV.


S. MARIA DI GALLIERA
via Manzoni, 3

Sorta agli inizi del sec. XIV, venne ricostruita nel 1479-92 quando fu trasferita sull'altare maggiore una miracolosa immagine della Madonna col Bambino affrescata sotto un portico accanto alla chiesa. Nel 1510, su disegno di Donato di Gaio da Cernobbio, venne eretta la nuova fronte, ravvivata da eleganti rilievi in arenaria, oggi assai deteriorati. Concessa nel 1622 ai padri della Congregazione di San Filippo Neri, che tuttora vi risiedono, nel 1684 fu ampliata e ristrutturata all'interno. Sugli altari si trovano pregevoli sculture e dipinti, tra cui sono degni di attenzione il San Filippo in estasi del Guercino e la decorazione della cappella maggiore di Francesco Maria Galli Bibiena.


S. MARTINO
via Oberdan, 23

Fin dal secolo XIII culla della comunità bolognese dell'Ordine dei Carmelitani, la chiesa venne innalzata nella prima metà del '300 e fu dotata di volte in mattoni nel 1457 e di una nuova fronte verso la fine del sec. XV (poi riportata in forme gotiche nel 1879). Elegante e arioso l'interno, ravvivato da belle cappelle gentilizie rinascimentali ove sono custodite preziose opere pittoriche tra cui i dipinti di Francesco Francia, Amico Aspertini, Paolo Uccello, Lodovico Carracci, Lorenzo Costa, Girolamo da Carpi, Alessandro Tiarini e Girolamo da Sermoneta che eseguì la pala dell'altare maggiore con la Madonna in trono e Santi (1548). Di eccezionale pregio, per decorazioni e sonorità, è l'organo cinquecentesco sulla destra del presbiterio. Interessanti i chiostri e gli ambienti dell'attiguo ex-convento carmelitano. Sul sagrato si erge la colonna della Beata Vergine del Carmelo di Andrea Ferreri (1705).


S. MICHELE IN BOSCO
piazzale di S. Michele in Bosco

Imponente complesso architettonico comprendente la chiesa e l'adiacente ex-convento degli Olivetani, uno dei più grandiosi e ameni d'Italia. Si erge in uno dei punti più panoramici dei colli a ridosso di Bologna e il suo sagrato costituisce uno splendido balcone sulla città e sulla pianura fino alla catena alpina. Di origini remote, la chiesa venne ricostruita in epoca medievale e riedificata nelle forme attuali nel sec. XV e tra il 1517 e il 1523 dai monaci Olivetani qui insediati fin dal 1364. L'armoniosa fronte rinascimentale è opera dell'architetto ferrarese Biagio Rossetti mentre il finissimo portale marmoreo si deve al senese Baldassarre Peruzzi (1522). Di elegante respiro l'interno, a due piani, ravvivato da preziosi dipinti e sculture dei secoli XVI e XVII. Notevoli la sagrestia e il coro notturno ammantati di magnifici affreschi cinquecenteschi.

Di grande suggestione scenografica è il chiostro ottagonale, della fine del sec. XVI, ravvivato dalle celebri pitture della scuola dei Carracci, oggi purtroppo in parte perdute.


S. PAOLO IN MONTE
ALL'OSSERVANZA
via dell'Osservanza, 88

La chiesa con l'annesso convento dei Frati Minori Osservanti si erge sulla cima di un colle dove, fin da epoca remota, esisteva un piccolo sacello dedicato a san Paolo con accanto una grotta, presso la quale - secondo la tradizione - era solito ritirarsi in meditazione sant'Antonio durante la sua permanenza a Bologna. Fin dal 1289 è testimoniata la presenza dei Francescani, confermata anche da un documento del 1409.

La chiesa venne ricostruita nel 1417 ed ampliata alla fine del secolo XV, per essere completamente riedificata in forme neoclassiche nel 1826-28. All'interno si conservano notevoli dipinti di scuola bolognese. Il convento venne riedificato nel 1810. Fra le sue mura è ancora visibile la grotta di S. Antonio. Dal colle dell'Osservanza si gode una splendida vista sulla pianura e sulle colline bolognesi.


S. PAOLO MAGGIORE
via Carbonesi, 18

Fatta erigere dai Chierici Regolari di S. Paolo o Barnabiti tra il 1606 e il 1611, su disegno del confratello architetto Ambrogio Mazenta, nel 1634-36 la chiesa venne arricchita di una fronte armoniosa realizzata da Ercole Fichi. Notevole il colpo d'occhio dell'interno, ravvivato nelle volte da una sfarzosa decorazione pittorica di Antonio e Giuseppe Rolli, che verso la fine del sec. XVII vi ritrassero le gesta di S.Paolo nell'aeropago di Atene. Sugli altari spiccano pregevoli dipinti di maestri di scuola bolognese, tra cui il Guercino, Giuseppe Maria Crespi detto "lo Spagnolo" e Lodovico Carracci, che eseguì il celebre Paradiso. Di eccezionale bellezza lo sfarzoso altare maggiore (1643-50) dove si ammira il vigoroso gruppo scultoreo della Decollazione di S.Paolo di Alessandro Algardi, cui si debbono anche il medaglione del paliotto e il tabernacolo.


S. PROCOLO
via d'Azeglio, 52

Già appartenente ai Benedettini neri e custode del sepolcro di san Procolo, uno dei primi martiri della tradizione cristiana bolognese, la chiesa odierna venne eretta nel secolo XI accanto al complesso monastico che, secondo alcuni storici, avrebbe ospitato anche Graziano, l'autore del 'Decretum'. Centro di aggregazione della prima Università oltre che di spiritualità, S. Procolo tra il secolo XIV e il XV ricevette una struttura gotica, oggi evidente solo nella facciata, dopo le trasformazioni cinquecentesche - operate all'interno dagli architetti Antonio Morandi detto "il Terribilia" e Domenico Tibaldi - e quelle settecentesche di Carlo Francesco Dotti. Meritevoli di attenzione nelle cappelle varie opere d'arte e l'arca di S.Procolo, di epoca tardo-romana. Di notevole attrattiva - nell'adiacente ex monastero benedettino - vari chiostri e saloni risalenti ai secoli XVI e XVII.


SS. SALVATORE
via Cesare Battisti, 16

Di origine antichissima, fin dal secolo XII ospitò i Canonici Regolari di S. Maria di Reno che nel secolo XV conferirono all'edificio una più dignitosa struttura, completamente cancellata nel 1606-23, quando venne innalzato un nuovo monumentale tempio su disegno del barnabita padre Ambrogio Mazenta e dell'architetto Tommaso Martelli. Di linee nobili e imponenti il fianco e la fronte, coronata da tre grandi statue in rame di Orazio Provaglia. Ricco di tesori artistici il maestoso interno, ispirato alle chiese barocche di Roma. Notevoli vari dipinti di scuola bolognese dei secoli XVI, XVII e XVIII e il politico di Vitale da Bologna con l'Incoronazione della Vergine, nonché il quadro di Girolamo da Treviso raffigurante la Beata Vergine al tempio con S.Tommaso di Canterbury, che fu studente a Bologna, dipinto in origine sull'altare degli scolari inglesi. Degni di attenzione anche il S.Giovanni Battista di Giuseppe Maria Crespi e la trecentesca tavola della Madonna della Vittoria di Lippo di Dalmasio.


Ss. VITALE E AGRICOLA
IN ARENA
via S. Vitale, 48

Si vuole innalzata sui resti dell' Arena romana dove, secondo la tradizione, subirono il martirio i santi Vitale e Agricola, i cui corpi furono riconosciuti da sant'Ambrogio durante la visita compiuta a Bologna nel 392. Ricostruita dalle monache benedettine nel secolo XVI, ospita pregevoli opere artistiche (da visitare la rinascimentale cappella di S.Maria degli Angeli) e una suggestiva cripta, unico resto della chiesa primitiva.


S. VITTORE
via di S. Vittore, 40

Di origine remota, il cenobio sorge fuori Porta Castiglione non lontano dal colle di Barbiano, immerso nel verde dei campi e dei boschi. Nel sec. XI vi era già insediata una comunità monastica di Canonici Regolari Lateranensi.
Nel 1178 il vescovo di Bologna, Giovanni IV, consacrò la nuova chiesa che inglobò nella zona absidale il preesistente delubro formato da blocchi di selenite commisti a mattoni. Importanti lavori di abbellimento si ebbero nel sec. XV. Raccolto e suggestivo l'interno, spartito da un transectum ed impreziosito nella parte superiore da un coro ligneo del 1424-26. Di grande ariosità il chiostro attiguo alla chiesa costruito nel sec. XII e ristrutturato alla fine del '400.