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Desta sconcerto il fatto che i
posti a disposizione dell'Emilia Romagna
passino da 759 (vedi documento
del 22 luglio 2004) a 672 (vedi
decreto interministeriale del 30 settembre
2004), mentre quelli della Basilicata –solo
per fare un esempio– da 188 a 318. Così una
regione che ha un settimo della popolazione
dell'altra (circa 598.000 abitanti contro circa
3.999.000) ha circa la metà dei posti
di ruolo. Ci auguriamo che si sia trattato
di una svista. |
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Lettera
del MIUR ai direttori generali degli uffici
scolastici regionali - Tabella
delle dotazioni organiche 2004-2005 con le
ripartizioni regionali. |
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Decreto
interministeriale n. 72 del 30 settembre
2004 - Tabella
delle dotazioni organiche 2004-2005 con le
ripartizioni regionali. |
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A
proposito della disparità di cifre,
riportiamo una importante nota della CISL
Scuola:
«01-02-2005. […]
I dirigenti MIUR hanno chiarito che i dati
di riferimento per le assunzioni (da
operare entro i limiti del primo contingente
di 9.229 posti autorizzati dal decreto governativo)
sono rappresentanti dalla tabella
di ripartizione allegata alla nota prot. n.
65 del 22 luglio 2004, a suo tempo trasmessa
ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali.
Detta tabella ? riferita alla consistenza ed
alla distribuzione dell?organico di diritto dell?anno
scolastico 2004/05, sulla base del quale va operata
la prima tranche di assunzioni.
Alla prima fase di nomine da realizzare in ogni
regione sar? quindi destinata, in relazione alla
dotazione organica dal 70%, una quota di posti
direttamente proporzionale al contingente autorizzato
dal governo.
I dati contenuti nella tabella
allegata al Decreto Interministeriale - registrato
dalla Corte dei Conti lo scorso 4 dicembre (e
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del
28 dicembre 2004) - rappresentano esclusivamente
il presupposto contabile di riferimento per
il decreto del Consiglio dei Ministri che ha
autorizzato il primo scaglione di nomine, presupposto
esigito dalla legge 186/2003, art. 2.
In questo senso, secondo l?Amministrazione, non
? influente la pur evidente incongruenza di alcuni
dati numerici registrata nel confronto tra la
prima e la seconda tabella di dati.
[…]
In chiusura di incontro, l?Amministrazione ha
comunicato che, a tutt?oggi, le procedure concorsuali
sono ancora in corso in alcune regioni; ha assunto
gli impegni richiesti dalle Organizzazioni Sindacali».
[Vai
alla fonte - Testo integrale] |
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(Roma, 3 dicembre 2004) - Insegnanti
di religione: autorizzate le assunzioni -
Con la revisione del Concordato l’insegnamento
della Religione è divenuto opzionale.
Gli insegnanti di religione, nominati dai
Provveditorati, su nulla osta del Vescovo
si sono trasformati in precari assoluti.
Sono, infatti, sino ad oggi titolari di
un incarico annuale, che necessita di rinnovo
di volta in volta. La legge 18 luglio 2003,
n. 186, ha previsto la stabilizzazione
di tali docenti, anche considerando che
la maggior parte di loro non riveste l’abito
talare, come tradizionalmente accadeva
nel passato, ma è costituita da
laici con i medesimi problemi e diritti
degli insegnanti di altre materie. La legge
in questione è di proposta parlamentare
e non governativa, anche se il Governo
l’ha favorita. Il meccanismo prevede
una serie di concorsi, distribuiti nei
prossimi tre anni, di cui quello relativo
ai circa 9.000 oggi approvato è il
primo. Permane la necessità del
nulla osta vescovile e la scelta della
sede spetta al Vescovo, ma i docenti diventano
impiegati di ruolo dello Stato. Non sussiste
contraddizione con il blocco di assunzioni
nella Pubblica Amministrazione per due
motivi: - Il blocco non riguarda, e non
ha mai riguardato anche nel passato, il
personale scolastico. Questo, infatti, è legato
a parametri di rapporto tra docenti e discenti,
per cui non è comprimibile con il
ricorso all’efficienza e razionalizzazione
come il personale impiegatizio. - Si tratta
in realtà della stabilizzazione
di insegnanti che, comunque, avrebbero
prestato servizio nella scuola, sia pure
con incarico annuale, per soddisfare la
richiesta di insegnamento di religione
formulata dagli utenti. Ed, infatti, lo
stesso Ministero dell’Economia, nel
dare parere favorevole ha sottolineato
la circostanza che il provvedimento non
importa spese perché si riferisce
ad insegnanti già in servizio da
lungo tempo.
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(Roma, 3 dicembre 2004) - Ai fini dell'insegnamento
della religione cattolica nelle scuole di
ogni ordine e grado, quale previsto dall'Accordo
che apporta modifiche al Concordato Lateranense
e relativo Protocollo addizionale, reso esecutivo
ai sensi della legge n. 121/85 e in ottemperanza
alla legge n. 186/2003, il Consiglio dei
Ministri ha deliberato stamani, sulla base
della programmazione triennale proposta dal
Miur, l'assunzione a tempo indeterminato
di un contingente di 9.229 unità di
insegnanti di religione cattolica, pari al
60% del contingente complessivamente richiesto
per il triennio (15.366 assunzioni).
Nei due anni successivi è prevista l'assunzione
del restante 40%, nella misura del 20% per
ciascun anno.
Il Consiglio dei Ministri ha inoltre autorizzato
l'assunzione in ruolo di 70 docenti delle Accademie
e dei Conservatori di musica per la copertura
degli insegnamenti istituzionali vacanti.
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Emilia-Romagna
Concorso primarie:
282 promossi su 320: 11,9% di respinti.
(vedi la pagina
dedicata)
Concorso secondarie:
424 promossi su 520: 18,5% di respinti.
(vedi la pagina
dedicata)
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Arcidiocesi di
Bologna
Primarie:
76 promossi su 86: 11,6% di respinti.
Di questi 76,
66 insegnano nelle elementari,
2 hanno incarico misto,
8 solo nelle materne.
Secondarie:
77 promossi su 93: 17,2% di respinti.
Di questi 77,
34 insegnano nelle medie inferiori,
43 nelle superiori.
Il 70% delle cattedre
disponibili per la diocesi di Bologna ammonta
a:
Materne: 16
Elementari: 68
Medie: 34,9
Superiori: 42,9 |
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