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Programma
di Insegnamento della Religione Cattolica
nella Scuola Media


(Decreto del Presidente della Repubblica n. 350 del 21 luglio 1987)

1. Natura e finalità.
1. L'insegnamento della religione cattolica si inserisce nel quadro delle finalità della scuola media e concorre, in modo originale e specifico, alla formazione dell'uomo e del cittadino, favorendo lo sviluppo della personalità dell'alunno nella dimensione religiosa, secondo i princìpi enunciati nell'Accordo di revisione del Concordato Lateranense (Legge n. 121 del 1985), e della successiva Intesa tra Autorità Scolastica e Conferenza Episcopale Italiana (Decreto del Presidente della Repubblica n. 751 del 1985), e nel rispetto delle norme costituzionali e degli orientamenti della scuola stabiliti dalle leggi dello Stato e in particolare dalle leggi specifiche per la scuola media (Legge n. 1859 del 31 dicembre 1962 e successivi interventi legislativi e amministrativi).
2. L'insegnamento della religione cattolica si svolge in conformità alla dottrina della Chiesa e si pone in stretta correlazione con lo sviluppo psicologico, culturale e spirituale dell'alunno, e con il suo contesto storico e ambientale. Esso sollecita nel preadolescente il risveglio degli interrogativi profondi sul senso della vita, sulla concezione del mondo e gli ideali che ispirano l'agire dell'uomo nella storia, nello stesso tempo offre all'alunno i riferimenti religiosi e culturali essenziali, perché a quegli interrogativi egli possa trovare una consapevole risposta personale.
3. Attraverso la gradualità delle mete educative, l'insegnamento della religione cattolica promuove il superamento dei modelli infantili, l'accostamento oggettivo al fatto cristiano, l'apprezzamento dei valori morali e religiosi e la ricerca della verità, in vista di una personale maturazione della propria identità in rapporto a Dio, creatore e padre universale, e in rapporto alle realtà culturali e sociali.
4. L'insegnamento della religione cattolica favorisce gli atteggiamenti che avviano l'alunno ad affrontare la problematica religiosa: l'attenzione al problema di Dio e ai valori dello spirito, il gusto del vero e del bene, il superamento di ogni forma di intolleranza e di fanatismo, il rispetto per chi professa altre religioni e per i non credenti, la solidarietà con tutti e particolarmente con chi è fisicamente o socialmente svantaggiato.
5. La stessa educazione linguistica del preadolescente trae vantaggio dall'insegnamento della religione cattolica, in quanto attraverso l'acquisizione delle forme e delle categorie proprie del linguaggio religioso l'alunno è abilitato a comunicare sul piano dei valori fondamentali e ad esprimere la sua realtà interiore, anche in dialogo con differenti credenze e culture.

2. Obiettivi e contenuti.
1. L'attività didattica si svolge tenendo sempre presente il nucleo essenziale del cristianesimo: la figura e l'opera di Gesù Cristo secondo la testimonianza della Bibbia e l'intelligenza di fede della Chiesa.
2. Attorno a questo essenziale nucleo unificatore, si presentano con serietà critica le verità e i valori che sono patrimonio della Tradizione cristiana: la vita dell'uomo come risposta a una vocazione personale di Dio creatore e padre; la Chiesa segno e strumento della comunione degli uomini con Dio e tra loro; i valori etico-religiosi del messaggio cristiano per una libertà dell'uomo che è dono di Dio e impegno personale; il compimento della vita umana e della storia «nei cieli nuovi e nella terra nuova».
3. Nell'ambito del programma annuale e dell'intero ciclo, l'insegnamento svolge un piano secondo alcune direttrici costanti, che si riferiscono in modo sistematico:

  • alle tappe fondamentali della storia biblica, e, in particolare, al Nuovo Testamento;
  • alla storia della diffusione del cristianesimo dalle origini al nostro tempo;
  • ai «segni» che testimoniano oggi la fede e la esprimono nella comunità cristiana e nel mondo;
  • agli orientamenti del Concilio Ecumenico Vaticano II.

Tale accostamento alle fonti e alla tradizione cristiana si sviluppa tenendo conto dell'esperienza viva del preadolescente e della sua esigenza di confrontarsi soprattutto con valori vissuti, con persone ed eventi storici.

3. Indicazioni metodologiche.
1. L'insegnamento della religione cattolica si svolge, a partire dall'esperienza vissuta, in risposta ad esigenze fondamentali del preadolescente, come documentazione diretta sulle fonti della tradizione cristiana, come ricerca storica sul cristianesimo nella propria regione, in Italia e in Europa, come confronto aperto e dialogo con altre forme e tradizioni religiose culturalmente rilevanti.
2. Anche per l'insegnamento della religione cattolica vale la regola didattica generale che considera importante il coinvolgimento personale di ciascun alunno, la sollecitazione a rilevare i problemi, la preoccupazione di sviluppare le capacità conoscitive, l'ascolto, l'intuizione e la contemplazione.
3. Linsegnamento della religione cattolica si avvale a tal fine delle tecniche e dei sussidi didattici ritenuti più validi, tenuto conto delle finalità e delle metodologie proprie della scuola.

4. Scansione annuale.
1. Le indicazioni programmatiche per i singoli anni hanno valore di orientamento e comportano sempre alcune esigenze, quali: la necessità che la programmazione didattica tenga presenti ogni anno gli obiettivi e la visione globale dell'intero ciclo; che si tenga conto delle fasi della significativa evoluzione fisiopsicologica e spir’tuale del preadolescente; che vengano valorizzati interessi ed esperienze emergenti dalla vita dell'alunno, anche in connessione con i programmi delle altre discipline.

Primo anno

2. Agli alunni del primo anno si propone come nucleo centrale la conoscenza della figura e dell'opera di Gesù Cristo.
3. Tra le risposte che le grandi religioni danno alle domande fondamentali dell'uomo, la testimonianza religiosa documentata nella Bibbia presenta caratteri di assoluta originalità.
La storia dell'antico popolo di Israele, accostata nelle sue tappe fondamentali, e le speranze di salvezza proprie dell'uomo di ogni tempo trovano in Gesù di Nazareth il loro compimento.
4. Nel proporre la vita di Gesù, si pongono in luce i lineamenti della sua personalità che meglio ne rivelano la perfetta umanità e si dà risalto all'interrogativo inquietante: «Chi è mai costui?», che conduce alla scoperta del suo mistero di uomo-Dio.
5. Documento fondamentale di studio è uno dei tre Vangeli sinottici, con opportuni riferimenti agli altri libri del Nuovo Testamento e secondo i criteri di una corretta esegesi.
6. Si richiamano altresi i segni e le testimonianze della fede in Cristo presenti nella Chiesa, con particolare riguardo alla storia e alla tradizione religiosa della propria regione.
Secondo anno

7. Agli alunni del secondo anno si propone, come nucleo centrale, di approfondire il significato, la vita e la missione della Chiesa.
8. La coscienza che l'alunno ha di se stesso e della propria crescita fisica, culturale e spirituale, si arricchisce nel confronto con la visione cristiana della vita, intesa come vocazione personale e responsabile verso Dio e verso gli uomini.
9. Mediante la testimonianza documentata della vita delle prime comunità cristiane e della Chiesa oggi, il preadolescente conosce gli elementi essenziali della salvezza cristiana: la parola di Dio, il sacramento, la comunità ecclesiale animata dallo Spirito Santo.
10. Fonte principale di studio è il libro degli Atti degli Apostoli, con opportuni riferimenti ai Vangeli e all'Antico Testamento.
11. L'attività didattica si arricchisce di riferimenti concreti alle tappe fondamentali della diffusione del Vangelo in Italia, in Europa e nei continenti extraeuropei.
12. Si offre anche una prima inquadratura storica e una illustrazione del Concilio Vaticano II, con riferimenti ai principali documenti.
Terzo anno

13. Contenuto centrale dell'insegnamento della religione nell'anno conclusivo è lo studio dell'agire umano alla luce dell'insegnamento di Cristo e della Chiesa.
14. Per i cristiani la vita morale è adesione libera al comandamento nuovo dell'amore con il quale Cristo ha portato a compimento il Decalogo. Nella prospettiva della legge naturale e rivelata si farà emergere anche il significato etico delle legislazioni ecclesiastiche e civili.
15. Attraverso riferimenti culturali e storici documentati si affrontano, dal punto di vista morale e religioso, alcuni temi che in varia misura gli alunni avvertono, ad esempio l'educazione affettiva e sessuale, la giustizia sociale, i diritti umani, i problemi della edificazione della pace nella libertà.
16. Documento fondamentale di studio è il «discorso della montagna» di Gesù secondo Matteo (cfr. capitoli 5-7) nel contesto del Nuovo Testamento. La conoscenza della Bibbia si arricchisce di più ampi riferimenti all'Antico Testamento, in particolare ai racconti della creazione, al libro dell'Esodo e ad uno dei profeti.
17. L'indagine storica e la documentazione sulle fonti si completa anche con altri riferimenti al Concilio e al restante magistero della Chiesa.

Il Ministro della Pubblica Istruzione
Franca Falcucci
Il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana
Ugo card. Poletti



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