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Documento
conclusivo
della sperimentazione nazionale biennale sui nuovi programmi di religione cattolica
nella prospettiva dell'autonomia scolastica e di nuovi programmi di religione
cattolica
Le caratteristiche
fondamentali
dei nuovi programmi di religione cattolica
Seconda scheda dello Strumento
per la formazione dei docenti di religione cattolica
Roma, 01 agosto 2000
Le scelte di fondo nella proposta di nuovi programmi per
l'IRC
Un uso competente della proposta di nuovi "programmi" per l'IRC (o "curricoli",
come oggi si tende a dire) non può prescindere dalla cono-scenza di alcune scelte
di fondo, sulle quali sono stati costruiti. Esse derivano in parte dalla riforma
scolastica in atto, in parte dall'esperienza di oltre 15 anni di IRC condotto
secondo la natura e le finalità della disciplina e sono passate al vaglio di
una sperimentazione nazionale biennale.
Il primato della persona
La prima e fondamentale scelta è la centralità della persona, che riceve
dalla scuola un contributo peculiare per la sua crescita. Ciò implica anche
attenzione agli aspetti etici e religiosi, contro ogni tentativo di ridurre
il compito della scuola ad addestramento professionale o a formazione tecnica,
funzionale alla produttività .
Senza trascurare questi aspetti, la scuola si configura come servizio specifico
all'alunno, lo aiuta ad inserirsi nella vita offrendogli i necessari contenuti
culturali, attraverso un'azione didattica attenta alle sue dinamiche di apprendimento.
è in questa prospettiva che il documento interpreta anche le "competenze", di
cui oggi tanto si parla nella riforma scolastica.
Richiamiamo brevemente le coordinate che hanno orientato la sua stesura. Sul
versante dell'inserimento nella vita concreta si collocano le scelte organizzative
dell'autonomia e del riordino dei cicli; sul versante dei contenuti stanno le
scelte dell'essenzializzazione e della qualità interdisciplinare, interculturale,
interreligiosa; sul versante delle dinamiche dell'apprendimento spiccano soprattutto
la correlazione e la ciclicità.
1. L'autonomia
Il riordino dei cicli è già realtà dalla legge Bassanini (n. 59, 15
maggio 1997, art. 21). In essa si definiscono anche i criteri per la riforma
del sistema scolastico attraverso il riconoscimento dell'autonomia delle istituzioni
scolastiche. Ciò comporta per il futuro la possibilità di un maggior decentramento
e di una più spiccata diversificazione della scuola sul territorio nazionale,
con conseguenze sia amministrative sia didattiche, che andranno illustrate.
Il nuovo strumento ne tiene conto e offre molte possibilità per un insegnamento
capace di adattarsi alla realtà scolastica locale.
2. Il riordino dei cicli
La recente "Leggequadro" per il riordino dei cicli prevede tre anni
nella scuola dell'infanzia, sette nella scuola del primo ciclo, detta anche
"Scuola di Base", e cinque anni nella scuola secondaria, costituita dalle aree
classicoumanistica, scientifica, tecnica e tecnologica, artistica e musicale.
All'interno di ogni area ci saranno indirizzi diversi. La transizione dalla
situazione attuale alla nuova prevista dalla legge non sarà breve. Il nostro
documento, comunque, già offre la possibilità di elaborare percorsi diversificati
per i diversi indirizzi scolastici, pur nella continuità con saperi essenziali
prescrittivi.
3. L'essenzializzazione dei saperi
Nei processi di essenzializzazione dei saperi, ricercati oggi per tutte
le discipline, l'IRC è avvantaggiato rispetto ad altre materie. Il cristianesimo
infatti ha per sua natura un evento focale e generatore di ogni contenuto di
insegnamento, già identificato con chiarezza nei programmi attualmente in vigore:
"la figura e l'opera di Gesù Cristo, secondo la testimonianza della Bibbia
e la comprensione di fede della Chiesa". Lo strumento per la sperimentazione
aiuta ad affrontare ogni contenuto dell'IRC alla luce di Cristo, in relazione
con il suo mistero, come sviluppo del suo evento. In IRC nulla dovrebbe essere
trattato senza riferimento al Cristo. Anche i contenuti metaconfessionali, relativi
ad altre religioni o ad altri sistemi di significato, trovano qui l'ottica specifica
che rende la loro trattazione pertinente in un'ora di IRC.
4. Trattazione dei contenuti con attenzione interculturale, interreligiosa,
interdisciplinare.
Il nostro insegnamento, com'è noto, è "confessionale". Ciò può far
pensare che sia precluso al confronto e al dialogo con altre religioni o sistemi
di significato. In realtà non è la confessionalità per se stessa che comporta
questo limite, ma il modo di intenderla e di tradurla didatticamente.
L'intenzione che sta alla base dei nuovi programmi è quella di favorire un
insegnamento confessionale aperto al confronto e al dialogo. In essi infatti
non ci si limita a prevedere unità tematiche specifiche per la trattazione delle
altre religioni, ma attraverso la struttura della matrice progettuale si orienta
a trattare con costante attenzione interculturale, interconfessionale e interreligiosa
tutti i contenuti del cristianesimo, anche i più confessionali.
5. La "correlazione"
Il rischio di eclettismo, che spesso caratterizza la trattazione di
religioni non cristiane o di confessioni non cattoliche nelle ore di IRC, è
superato attraverso l'applicazione del principio di correlazione, scolasticamente
inteso. Esso fornisce come criterio di partenza per accostarsi a ogni proposta
disciplinare, religiosa o ideologica, l'antropologia cristiana. Muovendo da
essa ci si può "correlare" con altre proposte per un confronto, una valutazione,
un arricchimento non dispersivo. Nel far ciò si terranno presenti soprattutto
le fondamentali domande di senso dell'uomo, in rapporto alle quali risulterà
più chiara l'originalità della risposta religiosa cattolica.
In questo modo si eviterà anche la dispersione enciclopedica sia sugli aspetti
descrittivi delle diverse religioni sia sugli altri contenuti ideologici o
culturali non pertinenti con l'insegnamento della religione.
Questo modo di fare non va confuso con il principio di correlazione usato in
ambito catechistico, che presuppone e fa crescere la fede. A scuola è inteso
come principio didattico e comporta che i contenuti siano presentati con attenzione
ai grandi interrogativi esistenziali dell'uomo in quanto tale, così che risultino
significativi e interessanti per gli alunni. Ciò permette una considerazione
non banale o superficiale dei contenuti di IRC e costituisce un modo culturalmente
serio di parlare della religione cristiana, oltre che di rispondere alla domanda
educativa che emerge sia dagli alunni sia sai genitori .
6. La ciclicità.
I nuovi contenuti vanno ad arricchire / ampliare / approfondire le
conoscenze precedenti, rendendo il soggetto capace di apprendere contenuti
via via nuovi. Su questa consapevolezza si fonda la validità della trattazione
ciclica, che però va intesa bene. La ripresa di un tema già trattato non deve
ridursi alla sua noiosa ripetizione, ma servire al suo ampliamento / sviluppo
/ approfondimento, fino alla generazione / esplicitazione di nuovi contenuti.
Così essi vengono contestualizzati in modo significativo per l'alunno, perché
collocati nel suo universo organizzato di conoscenze e competenze, e saldamente
correlati con gli altri.
7. L'uso delle matrici progettuali
I principi enunciati vengono applicati all'azione didattica attraverso
uno strumento che merita grande attenzione: la matrice progettuale. Essa può
essere facilmente fraintesa, e venire interpretata come uno schema di programmazione,
una gabbia che costringe e vincola l'insegnante nel trattare un tema. In realtà
non è così: nei nuovi programmi non si intende imporre una didattica della CEI.
La matrice progettuale è concepita come uno strumento concettuale intermedio
tra il programma e la programmazione, che funge, per così dire, da interfaccia
tra il tema da trattare e l'organizzazione concreta di una unità di lavoro,
orientandone in modo aperto l'elaborazione. In questo senso è strumento dinamico,
potenzialmente generativo di molteplici programmazioni, capace di valorizzare
la professionalità docente.
Essa garantisce che nella trattazione siano osservati quattro "criteri di qualità"
previsti per l'insegnamento scolastico secondo i nuovi programmi 7 . Per ciascuno
di essi dà qualche suggerimento, per orientare il docente, che tuttavia potrà
selezionare o sostituire le indicazioni date con altre equivalenti e forse più
adatte al suo indirizzo scolastico. Nello stesso tempo l'uso della matrice
assicura che vengano trattati i saperi confessionali essenziali di quel tema
8 .
Conclusione
Se ora vogliamo prendere in mano il testo della proposta di nuovi programmi
di religione cattolica per verificarne l'articolazione e coglierne l'impianto
complessivo, possiamo osservare in particolare le seguenti caratteristiche.
- C'è un curricolo continuo, dalla scuola dell'infanzia alla scuola
superiore, in cinque aree tematiche. Col progredire degli anni scolastici
si costruisce sempre sulle basi essenziali precedentemente acquisite.
- La prima parte di ogni grado scolastico è costituita da un testo essenziale,
nel quale si riportano gli orientamenti generali, la natura e la finalità
della disciplina, i nuclei o le aree tematiche, le aree di obiettivi, i criteri
metodologici, gli esiti formativi.
- Segue uno "Strumento attuativo", che contiene l'articolazione delle unità
tematiche e le rispettive matrici progettuali. è una parte fondamentale del
documento, che contiene criteri e mezzi per attuare l'IRC secondo i principi
generali contenuti nella precedente. Le due parti pertanto vanno necessariamente
usate insieme.
- Si osservi la progressiva crescita delle unità contenutistiche opzionali
con il progredire del percorso scolastico. Ciò offre la possibilità di definire
percorsi diversi, usando i contenuti prescrittivi ed opzionali, in rapporto
al diverso indirizzo scolastico o ad altre variabili.
Come sarà facile comprendere la proposta comporta un modo nuovo di intendere
il compito scolastico ed esige per questo che la riqualificazione dei docenti
sia programmata su tempi lunghi e con l'uso di modelli di formazione che siano
effettivamente capaci di rinnovare la loro mentalità. Particolarmente efficace,
a tal fine, è la forma del "laboratorio", di cui si dirà in altro contributo.
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