Il 2003 rappresenta per la tradizionale Gara diocesana «Il Presepio nella famiglie e nelle collettività» un traguardo speciale: il cinquantesimo di edizione. Nell'occasione verrà organizzata la mostra fotografica e documentale dal titolo «Un bambino per noi è nato. Cinquanta anni di presepi a Bologna». L'esposizione è realizzata dal Centro studi per la cultura popolare con le immagini più belle dei presepi in gara negli ultimi quindici anni, sarà allestita nella Sala d'Ercole di Palazzo D'Accursio. Il percorso, ad ingresso gratuito, rimarrà aperto fino al 6 gennaio, quotidianamente dalle 10 alle 18, e nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno, dalle 14 alle 18.
Come consueto a partecipare alla Gara è invitata tutta la comunità diocesana. L'iscrizione si può effettuare con comunicazione alla segreteria (via Santa Margherita 4): dall'1 fino al 31 dicembre al telefono e fax 051227262 (anche con messaggio in segreteria), o al 3356771199 (dalle 9 alle 13). Ulteriori dettagli, soprattutto per le scuole, si trovano sui siti: www.chiesacattolica.it e www.culturapopolare.it, dove è pubblicato l'intero bando. Tutti i presepi iscritti saranno fotografati. In ogni vicariato sarà istituita una commissione che visiterà i presepi iscritti, mentre la graduatoria dei vincitori sarà composta secondo le indicazioni delle commissioni vicariali.
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La Gara diocesana dei presepi - spiegano i responsabili del Centro studi per la cultura popolare Gioia e Fernando Lanzi - risale al 1954, quando fu voluta per la prima volta dal cardinale Giacomo Lercaro. La sua fu una felice intuizione, poiché permise di tenere alto l'interesse per il presepio anche quando, in seguito, "passò di moda", riducendosi in taluni casi a generica evocazione nelle famiglie con semplice statua. I presepisti resistettero, sostenuti anche dalla Gara, e quando si rifece forte l'attenzione alla pietà popolare e all'artigianato artistico come espressione della fede, furono pronti a offrire una tradizione intatta e rinnovata». «La Gara poi - proseguono i Lanzi - promosse il presepio in scuole, caserme, ospedali, negozi e fabbriche, nelle piazze e nei ritrovi. In questo modo la presenza del presepio è stata preservata, come segno di fede, di identità e appartenenza culturale e religiosa. Anzi, negli ultimi venti anni abbiamo riscontrato presepi sempre più importanti e belli, collocati negli ambienti più frequentati. Essi sono spesso stati strumento di coagulo e collaborazione, come nelle scuole, dove hanno favorito un lavoro interdisciplinare e unito studenti di diverse religioni».
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Una bella sintesi di quello che la Gara diocesana dei presepi ha rappresentato per la nostra città negli ultimi anni - concludono i Lanzi - è contenuta nella mostra "Un Bambino per noi è nato". Grande è la varietà delle opere esposte: dalle statuine di un "figurinaio" bolognese che ha imparato la sua arte dal padre e dal nonno raccogliendo la grande tradizione secentesca e settecentesca, alle statuine di artisti contemporanei, che hanno raccolto questa tradizione perpetuandola nel presente attraverso le figure della "Meraviglia", del "Dormiglione", dell' "Adorazione", della "Tradizione"».