La giornata avrà inizio alle 10 con giochi, attrazioni, tornei per tutti;
allieterà l’intera giornata la banda musicale di Anzola Emilia.
Alle 12.30 ci sarà il pranzo. Dopo la solenne concelebrazione eucaristica
presieduta dal cardinale Giacomo Biffi seguirà, alle 17.30, la presentazione
del volume «Testimone dello spirito», raccolta di testi di monsignor
Salmi. Seguirà il saluto delle autorità: interverranno S.E. Mons.
Tommaso Ghirelli, vescovo di Imola, il senatore Giovanni Bersani e l’onorevole
Giancarlo Tesini. Introdurrà l’avvocato Giuseppe Gervasio.
Don Giulio Salmi è nato al Farneto di San Lazzaro di Savena il 19 maggio
1920. Entrato nel Collegio dei Buoni Fanciulli di don Filippo Cremonini, viene
ordinato sacerdote dal cardinale Nasalli Rocca il 19 dicembre 1943, nel pieno
della seconda guerra mondiale. Sul santino ricordo della prima Messa scrive: «Vedo
finalmente avverarsi il mio desiderio di portare la fede a masse operaie che
la cercano». È un desiderio che ben presto il Signore esaudirà abbondantemente.
Dopo alcuni mesi passati accanto a monsignor Anselmo Schiassi nella parrocchia
di S. Paolo Maggiore, è mandato dal cardinal Nasalli Rocca alle Caserme
Rosse come cappellano dei rastrellati: una missione a rischio che segnerà tutta
la sua vita. Qui inizia infatti un’avventura sacerdotale che, ispirandosi
a S. Giovanni Calabria, lo porterà a realizzare un lunga serie di iniziative
a favore dei più deboli e del mondo del lavoro.
Sorgeranno così opere che ancora oggi sono ricchezza della Chiesa e della
città: Case per ferie, campeggi, mense per operai, Centri di formazione
professionale, Case di accoglienza, una Polisportiva, i cappellani del lavoro,
eccetera. Fondazione Gesù Divino Operaio è il nome istituzionale
in cui si racchiudono tutte le attività di don Giulio, note però con
il nome di Onarmo. Operai e politici, professionisti ed anziani, giovani ed immigrati,
imprenditori e disoccupati hanno trovato in queste opere ospitalità e
occasione di incontro; e soprattutto, il cuore di un padre, l’ansia di
un sacerdote il cui unico desiderio è sempre stato la promozione della
dignità dell’uomo e di trasmettere la Fede. Ed ancora oggi continua
a suggerire nuove iniziative e nuove attività.
Fra tutte le opere, ce n’è una che ha amato e ama con intensità particolare: è Villa
Pallavicini. Negli spazi di questa settecentesca villa sono sorte la maggior
parte delle sue opere: la Casa di ospitalità per giovani lavoratori, la
Polisportiva Antal Pallavicini, il Villaggio della speranza, la Casa di accoglienza
diurna per anziani e quella per operai, il Centro di formazione professionale,
il Centro per la pace. Villa Pallavicini gli è stata donata dal cardinal
Lercaro nel 1955, perché la rendesse, aiutato da volontari, luogo di ospitalità per
ragazzi per prepararli al lavoro. Ci sono voluti tanti soldi per fare tutto,
e lui ha bussato alla porta della Provvidenza: sono stati i poveri, gli operai,
gli ospiti delle Case per ferie e dei campeggi, l’entusiasmo e le preghiere
dei collaboratori ed amici, l’appoggio dei cardinali Lercaro, Poma e Biffi,
a sostenerlo. E sempre è stato ripagato: sono decine di migliaia infatti
le persone che hanno ricevuto ospitalità e accoglienza. L’Onarmo
inoltre gestisce sei Case per ferie, al mare e in montagna
La sua gioia non è stata tanto il vedere le molte opere fatte, quanto
di aver così potuto amare le persone, mostrando e trasmettendo loro l’amore
di Dio. E questo amore lo ha seminato in tanti suoi collaboratori, punto di forza
di tutte le opere dell’Onarmo: gente comune, lavoratori e pensionati, che
non guardano ad orari e condividono quello che hanno senza nulla chiedere
L’audacia della carità di don Giulio ha avuto come unico confine
la fedeltà e l’amore alla Chiesa. Ma anche la società civile è rimasta
illuminata dalla sua carità sacerdotale ed ha manifestato la propria riconoscenza:
prima con l’assegnazione di quattro medaglie d’oro per meriti civici,
da parte dei Comuni di Bologna, Lucca, Capannori e S. Giuliano Terme, poi con
il conferimento del Nettuno d’oro nel 1996 e del Premio «Civitas» nel
dicembre scorso da parte del Comune di Bologna.