Così Don Luigi Guaraldi, incaricato diocesano per la Pastorale dello
sport, spiega l’origine e il significato dell’iniziativa: “alle
prime luci del giorno i singoli gruppi partono dai vari centri cittadini o di
campagna con le fiaccole, accese all'altare della propria chiesa e con la benedizione
del parroco. Qualche gruppo fa precedere all'inizio della camminata una veglia
notturna di preghiera. Nella prospettiva espressa dallo slogan «Sport
e fede», si può dire che questa iniziativa realizza tanti aspetti
della Pastorale dello sport.
Quella di quest'anno è la 27° edizione ed è con viva soddisfazione
che rileviamo che la lunga serie non è mai stata interrotta, anche quando
la stagione era «proibitiva». Anche lo scorso anno ci siamo contati
in qualche migliaio: ogni partecipante fa la propria iscrizione con un contributo
simbolico che dà diritto al gadget ricordo: un foulard o una sciarpa,
un passamontagna o una maglietta. È il Centro sportivo italiano che conduce
l'organizzazione tecnica, riceve le iscrizioni e provvede a dare a ciascuno
un riconoscimento.
Il ritrovo dei partecipanti è alle 8 in piazza della Pace: lì
si possono fare le ultime iscrizioni e si separano i gruppi: alcuni salgono
al Santuario per via di Casaglia, altri per via di S. Luca e i più sportivi
lungo il portico. All'arrivo, dopo le premiazioni e un momento di ristoro, alle
11 nella Basilica viene celebrata la Messa, presieduta dai consulenti ecclesiastici
delle associazioni sportive cristiane.
Nel 1975 la Commissione diocesana per lo sport promosse un «Comitato per
la staffetta di S. Luca»: ne facevano parte varie associazioni di ispirazione
cattolica. Oggi l'iniziativa e i suoi oneri sono rimasti alle due organizzazioni
maggiori: il Ctg e il Csi. Con grande convinzione possiamo affermare che ogni
edizione della staffetta-camminata, che culmina sempre con la Messa che riempie
la Basilica di S. Luca, ha assunto in modo preminente il valore di un «segno
profetico»: un evento capace di produrre messaggi e risonanze nel mondo
cattolico bolognese e anche oltre. Sotto questo profilo, essa avvalora le ragioni
per le quali il Comitato della Commissione diocesana per lo sport promosse questa
camminata come manifestazione simbolica capace di interrogare e provocare.