Spiega Mirna Bazzanini, presidente della struttura: «la Cim è una
cooperativa sociale nata nel 1988. Essa voleva rispondere con semplicità
ad una esigenza avvertita dai catechisti, che assistevano alla difficoltà
di alcuni giovani handicappati a inserirsi nel mondo del lavoro. Si desiderava
intervenire attivamente poiché permettere che i ragazzi problematici rimanessero
per anni a casa nulla facenti voleva dire farli regredire e isolarli dal punto
di vista sociale. Così siamo partiti con una struttura molto piccola, che
aveva sede e laboratori nella sala di casa gentilmente messa a disposizione
da uno di noi. Poi la cosa si è ampliata fino ad abbracciare ospiti non
solo delle zone limitrofe, ma anche oltre il nostro vicariato. Nel '91, grazie
alla gentile cessione a basso prezzo di una delle strutture di proprietà
della Fondazione Gesù Divino Operaio, abbiamo acquistato con una sottoscrizione
parrocchiale l'attuale sede, dove al momento operiamo. Come allora abbiamo ringraziato
la generosità di don Giulio Salmi, così ora dobbiamo ringraziare coloro
che hanno reso possibile questa importante operazione di risanamento e adeguamento
igienico-funzionale dei locali: l'Arcidiocesi (coi fondi Otto per mille), la
Fondazione Carisbo e la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna».
La cooperativa di solidarietà Cim ha come finalità la formazione e l'inserimento dei portatori di handicap nel mondo del lavoro e, più in generale, la loro integrazione sociale. A questo scopo coordina al suo interno, grazie ad uno staff di una trentina di persone tra assunti e volontari, due tipi di lavoro, svolti entrambi dagli «ospiti»: assemblaggio, etichettatura, confezionamento per conto terzi; e artigianato della cooperativa, con prodotti rigorosamente fatti a mano. «Quanti sono più giovani e hanno maggiore capacità di apprendimento - specifica la presidente - vengono educati alla dimensione lavorativa e aiutati a trovare occupazione stabile presso altre aziende, mentre chi ha difficoltà più gravi viene assunto e stipendiato direttamente da noi. Al momento abbiamo nella struttura quindici persone: cinque sono assunte, e dieci sono in "borsa lavoro"; un dato significativo, che ci riempie di speranza, è il fatto che nei quindici anni di attività siano passati dalla cooperativa una sessantina di ospiti, che sono poi riusciti a intraprendere la loro strada».
Dal canto suo don Tarcisio Nardelli, parroco del Cuore Immacolato di Maria, rileva l'importanza della presenza della Cim in parrocchia: «essa è espressione di una vita di fede, e nasce da un modo profondo di vivere l'Eucaristia - afferma - è provvidenziale non solo perché offre aiuto ai bisognosi, ma anche perché si è dimostrata una grande occasione di annuncio cristiano: per molti è stata occasione per un incontro più forte con la Chiesa».