Venerdì 9 giugno,
Alla Santa Messa seguirà un momento di fraternità nel giardino interno della Casa bolognese delle suore, in via Piave 2. "
La figura di madre Rosa è davvero quella di una donna straordinaria, che nella sua vita racchiude diversi e in apparenza contrastanti aspetti ed esperienze. Nata a Genova nel 1831 e morta a Roma nel 1900, fu prima sposa e madre, poi rimasta vedova, si fece religiosa. Fu insieme mistica e donna d'azione. Rosa, infatti, si era sposata a 21 anni, ma ad appena 27 rimase vedova, con tre figli da allevare, e notevoli problemi economici. Sentendosi "povera fra i poveri", cominciò a dedicarsi alle opere di carità, e maturò la convinzione che Dio la chiamasse a fondare una comunità che si dedicasse ai poveri e sofferenti. Lo stesso Papa Pio IX la incoraggiò, e nel 1866, a Piacenza, nacque il primo nucleo delle Figlie di S. Anna, mentre la congregazione fu riconosciuta definitivamente nel 1892. Il carisma: dedicarsi a tutte le "opere di misericordia", comprese l'educazione e l'istruzione. "La beatificazione della nostra fondatrice è avvenuta nell'Anno Santo per desiderio del Papa, suo grande ammiratore - spiega la Superiora delle Figlie di Sant'Anna, suor Maria Concetta - Il 9 aprile infatti egli ha proclamato cinque nuovi Beati, uno per ogni continente: e come "rappresentante" dell'Europa ha scelto proprio madre Anna Rosa".
Oggi le Figlie di S. Anna sono presenti anche in America Latina, Africa, Asia e Australia. A Bologna sono giunte nel 1925, e da allora gestiscono una scuola elementare e una materna, oltre al più recente pensionato universitario. Sono presenti anche a Medicina con una Casa di accoglienza per donne e mamme in difficoltà, e una scuola materna.