Sabato 8 aprile, alle ore 17.00,
presso la Casa delle Suore della Piccola Missione per i sordomuti
- Via Enrico Mattei 120 -
S.E. il Cardinale Giacomo Biffi
presiederà la Solenne Concelebrazione eucaristica
durante la quale gli sarà consegnata
la "positio" sulla vita, le virtù e la fama di santità
della Serva di Dio Orsola Mezzini,
prima religiosa delle Suore della Piccola missione per i sordomuti

La serva di Dio Orsola Mezzini (Campeggio di Monghidoro, 12 dicembre 1853 - Bologna, 23 marzo 1919) prima religiosa e superiora delle suore della Piccola Missione ai sordomuti, fondata dal servo di Dio Giuseppe Gualandi, insieme con il fratello don Cesare, ha costituito e continua a costituire una "scoperta" provvidenziale, perché con la sua testimonianza esemplare ha reso possibile cogliere e meglio precisare l'importanza decisiva del difficile ruolo della donna nella vita ecclesiale e civile.Tra i molteplici tratti della sua personalità e delle sue virtù, possono essere particolarmente segnalati i seguenti. Essa tenne costantemente centrata la propria riflessione su Gesù crocifisso, che fu il motivo ispiratore della sua vita spirituale e, insieme, l'ispiratore di ogni sua iniziativa pratica. Ebbe il dono di saper contemplare con intensa partecipazione Gesù eucaristico, che ritenne la grande risorsa della sua vita in mezzo alle tribolazioni e alle delusioni che sempre si accompagnano ad un’attività come quella da lei scelta a sostegno e per la crescita religiosa e sociale dei sordomuti. Il suo completo affidamento a Gesù la portò ad essere testimone credibile della speranza cristiana, che riuscì a trasfondere nei molti che ebbe la ventura di incontrare sul suo cammino missionario: dai suoi maestri, i fratelli Gualandi, ai compagni di avventura, i confratelli e le consorelle della Piccola Missione ai sordomuti; dai molti allievi e allieve ai sostenitori della nascente Opera Gualandi. La sua speranza fu una diuturna preparazione all'incontro, tanto desiderato, con Gesù risorto, il motore della sua carità. Per lei donarsi completamente con tenerezza e attenzione materna ai sordomuti fu il modo per accogliere Gesù, partecipare alla Sua vita, ricevere e ricambiare il Suo amore. La sua è stata una vera missione intesa in tutta la sua portata, tale cioè da richiedere una donazione totale.Il modello della carità di Orsola Mezzini non poteva che essere la Madre di Dio. Per questo in nessun atteggiamento, in nessuna circostanza, la Serva di Dio sentì il disagio ad essere, sempre e comunque, tutta per gli altri, per essere sempre più tutta per il Signore risorto. Anzi, mise una cura e un'attenzione tutte particolari a non far emergere nemmeno le più insignificanti apparenze di amor proprio. Il suo esame di coscienza fu sempre sollecito a rilevare ogni piccola tentazione, che avrebbe significato, pur nella piena legittimità, un neo, cioè la rivelazione e l'anticipazione di un possibile tradimento del cammino ascensionale intrapreso, che volle percorrere in pienezza.Così aggiunse all'umiltà dei natali, il merito dell'umiltà, quella vera, che attribuisce a chiunque altro i meriti del bene fatto, per potere continuare a farlo.L'umiltà di Orsola Mezzini giunse fino alla recessione dalla guida delle pie sorelle, nel timore di nuocere con la sua presenza allo sviluppo al rafforzamento della Piccola Missione; che invece, proprio per il suo servizio, fu in grado di crescere e di consolidarsi, per essere segno probante nella Chiesa e nel mondo dell'amore di Dio, nella pratica difficile, faticosa ed esigente di educare i sordomuti perché "sappiano di Gesù e di Maria.