Sabato 23 settembre, alle ore 17.30
La struttura, dotata di ampi spazi interni, ospiterà persone di età e problematiche molto diverse; due, essenzialmente, i servizi che presterà: accoglienza permanente (per un massimo di 20-25 persone), e ospitalità diurna (anchíesso per un massimo di 20 persone circa).
"Si tratta di un progetto voluto dal parroco che mi ha preceduto, don Nino Solieri, che gli ha dato avvio nel í94 - racconta líattuale parroco don Stefano Guizzardi - È stato portato avanti con impegno e interesse da tutta la comunità parrocchiale come segno di carità non solo per la parrocchia, ma anche per tutto il paese". Due a parere di don Guizzardi gli aspetti che caratterizzano la Casa: quello che lui chiama la "parrocchialità", e la struttura "familiare". "La Casa è stata il frutto della nostra esperienza di comunità, sia per la sua realizzazione che per la sua gestione - spiega il parroco - Essa "dipenderà" infatti dal Consiglio pastorale, e si baserà interamente sul volontariato di giovani e adulti, coordinati da due persone che hanno invece garantito la loro disponibilità a tempo pieno. Esemplare è stato il coinvolgimento dei giovani, che oltre ad essersi impegnati per i prossimi mesi a essere presenti diverse ore al giorno, a turno, hanno anche molto lavorato per completare líedificio. Mi ha anche piacevolmente sorpreso líinteresse attivo di tutto il paese, che si è mobilitato soprattutto attraverso le famiglie, anche quelle meno vicine alla comunità parrocchiale, sostenendoci economicamente". Il secondo aspetto, quello della "familiarità", consiste nella voluta eterogeneità degli ospiti: "vorremmo che la nostra Casa fosse per volontari e degenti come una seconda famiglia - afferma don Guizzardi - dove si trovano diverse età e tipologie di persone. Questo aiuterebbe quanti ruotano intorno ad essa a sentirsi parte di una famiglia allargata, quella della Chiesa".