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«Diabolus in Musica» propone sabato alle 21 la composizione di Dufay

Una Messa per le nozze reali

La «prima» avvenne a Chambery dinanzi alla Sindone


 

Chiara Sirk

Sabato, alle ore 21, su invito del Centro della Voce, in collaborazione con la Chiesa di Bologna, l'Ensemble Diabolus in Musica, nell'Oratorio di San Filippo Neri, via Manzoni, 5, in esclusiva per l'Italia, esegue la «Missa Se la face ay pale» di Guillaume Dufay (ingresso libero). Il gruppo è diretto da Antoine Guerber che abbiamo raggiunto.

Maestro solo i più esperti sanno cosa significa il vostro nome...

«Fa contra Si est diabolus in musica»: così i teorici del Medioevo chiamavano l'intervallo FA-SI, una quarta eccedente difficile per gli esecutori e poco gradevole all'ascolto, che andava assolutamente evitata nella polifonia! Abbiamo adottato questo nome perché la musica che più studiamo e interpretiamo è quella medievale, soprattutto francese, con una speciale predilezione per i secoli XII e XIII. L'ensemble inoltre lavora di solito su repertori e opere inedite, partendo dalle fonti manoscritte.

A Bologna presenterete l'ultimo vostro lavoro: una composizione di Guillaume Dufay. Possiamo dire qualcosa di questo compositore?

Nato attorno al 1400 e morto nel 1474, Guillaume Dufay è incontestabilmente il più grande musicista del XV secolo. Alla fine della sua vita, all'epoca di Botticelli, Van Eyck, Brunelleschi, Fran¨ois Villon, Dufay era considerato come uno dei più grandi artisti del suo secolo. Se il ciclo della messa polifonica nasce nel Trecento secolo grazie ai cantori della cappella papale d'Avignone e a Guillaume de Machaut, Dufay gli conferisce un'ampiezza e una solennità straordinarie. Il suo stile tiene conto della tradizione e di tutte le strabilianti novità contrappuntistiche del suo tempo.

Quali sono le caratteristiche della Messa che presentate?

La «Missa Se la face ay pale» è la prima di quattro magnifiche messe della sua piena maturità. Essa è cantata da «Diabolus in Musica» come doveva esserlo dai cantori del capitolo della cattedrale di Cambrai, della Cappella papale o del Duca di Savoia, le tre grandi istituzioni nelle quali Dufay ha esercitato il suo talento: a cappella, con voci maschili, ricostruendo come nel XV secolo l'alternanza del proprio gregoriano e le maestose polifonie dell'ordinario, prendendo come "cantus firmus" una delle sue celebri chansons profane: «Se la face ay pale».

La Messa fu scritta in una particolare occasione: di cosa si trattò?

Fanciullo cantore e poi chierico presso la cattedrale di Cambrai, Dufay prese parte al Concilio di Costanza e, tra il 1420 e il 1426, fu al servizio del ramo pesarese dei Malatesta: dopo un breve soggiorno a Bologna (dove, pare, fu ordinato sacerdote), nel 1428 entrò nella cappella pontificia. A partire dal 1439 alternò i propri soggiorni a Cambrai (presso la cui cattedrale era stato nominato canonico tre anni prima) con i viaggi in Italia, lavorando presso la corte degli Este, dei Medici e, soprattutto, dei Savoia. Proprio nella Cappella del Castello Ducale di Chambery, in cui era allora custodita la Sacra Sindone e dove Dufay ricopriva la carica di maestro di cappella, per il matrimonio di Carlotta con il futuro Luigi XI di Francia, il compositore scrisse questa Messa che fu eseguita durante le auguste nozze, davanti al Sacro lino.

 


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