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«L'operatore
sanitario: tra professione e testimonianza cristiana», questo il tema
del convegno formativo regionale promosso dall'Associazione medici cattolici
italiani (Amci) sezione di Bologna, con la partecipazione dell'associazione «Medicina
e persona» e della Confraternita della Misericordia. Il convegno si terrà sabato
nella Sala Bolognini del Convento S. Domenico (piazza S. Domenico 13).
Questo il
programma della giornata. I lavori verranno aperti alle 8.30 da Luigi Frizziero,
presidente Amci Bologna. Alle 9 Prima sessione («Visione evangelica della sofferenza»), moderata da Vincenzo Saraceni, presidente nazionale Amci e Gian Paolo Salvioli, docente di Neonatologia e Pediatria preventiva all'Università di Bologna, che si aprirà con la relazione dell'arcivescovo monsignor Carlo Caffarra su «Sofferenza di Cristo e redenzione dell'uomo». Alle 10.45 Seconda sessione («Identità morale e cristiana dell'operatore sanitario»), moderata da monsignor Fiorenzo Facchini, docente emerito di Antropologia all'Università di Bologna e Chiara Mantovani, presidente Amci Ferrara, con la relazione di monsignor Elio Sgreccia, vice presidente della Pontificia accademia della vita, su «Valore della professione medica e dovere di esercitarla con spirito di carità». Seguiranno gli interventi di Pier Giorgio Cocconi, primario emerito Oncologia medica Ospedale Maggiore di Parma, Fabio Catani, docente di Ortopedia all'Università di Bologna e Claudio Marchetti, presidente di «Medicina e persona». Alle 14.15 Terza sessione («Il medico ed i diritti dell'uomo malato») moderata da Luigi Melini, primario emerito di Gastroenterologia Ospedali di Modena e Antonio Rossi, presidente Amci Reggio Emilia con la relazione di monsignor Stefano Ottani, co-rettore della Confraternita della Misericordia su «Ero angosciato e nessuno dava speranza, ero ammalato e nessuno mi visitava». Seguiranno gli interventi di Aldo Mazzoni, responsabile del Centro di Bioetica «A. Degli Esposti» e Luciano Eusebi, docente di Diritto penale all'Università Cattolica, sede di Piacenza. Alle 16.35 Quarta sessione («Valore e contenuti nella formazione del medico e dell'operatore sanitario»), moderata da Gerardo Martinelli, docente di Anestesia e Rianimazione all'Università di Bologna e Angelo Gambi, direttore Uo Oncologia all'Ospedale degli infermi di Faenza, con la relazione di Giovanni Minisola, direttore Uo Reumatologia dell'Ospedale S. Camillo-Forlanini di Roma («Considerazioni su alcuni aspetti bioetici ed etici della vita professionale quotidiana») cui seguiranno gli interventi di Almerico Novarini, docente di Medicina interna all'Università di Parma, Paola Fanin, dell'Ufficio formazione e ricerca dell'Ausl di Bologna e Carlo Lesi, direttore Uo Dietologia all'Ospedale Maggiore. Alle 18, introdotta da Anton Maria Mancini, direttore scientifico dell'Ambulatorio «Biavati» della Confraternita della Misericordia, la relazione conclusiva di monsignor Benito Cocchi, arcivescovo di Modena e delegato per la Pastorale sanitaria della Conferenza episcopale regionale su «Gli operatori sanitari e la comunità cristiana».
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(C.U.) «Il tema del convegno "L'operatore sanitario: tra professione e testimonianza cristiana" non è originale - spiega Luigi Frizziero, presidente dell'Amci di Bologna - ma vuole richiamare in maniera forte i diversi aspetti della sofferenza in una visione cristiana per comprendere come vada, appunto, cristianamente affrontata e, se possibile, curata. A questo mira soprattutto la prima sessione, che tratterà proprio della "visione evangelica della sofferenza", e che vedrà la relazione, molto attesa, del nostro arcivescovo monsignor Caffarra. La seconda sessione invece vuole mettere a fuoco il valore della professione medica nei confronti del dolore, sottolineando come essa, nei luoghi dove si esercita, sia occasione di far emergere la concezione cristiana della vita e per "viverla" concretamente, mettendo in primo piano le persone dei pazienti».
«La terza sessione - prosegue Frizziero - trattando dei diritti dell'uomo malato ci richiamerà alla necessità di migliorare la qualità dell'assistenza medica non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello umano, e addirittura con l'assistenza di una forza spirituale superiore. Infine, nell'ultima sessione esamineremo le strade percorribili per raggiungere questo miglioramento della professione del medico e dell'operatore sanitario in genere. Ci sarà anche un'interessante testimonianza sui medici che ciclicamente si recano in Africa per prestare la loro opera volontariamente per quelle popolazioni. Nel complesso quindi una giornata intensa e interessante, con la quale speriamo proprio di riuscire a trasmettere un messaggio. Tra l'altro, abbiamo voluto coinvolgere, già dal titolo, nella riflessione non solo i medici ma tutti gli operatori sanitari, perché riteniamo che tutte le figure professionali siano preziose nell'assistenza al malato, negli ospedali come sul territorio».
Il professor Frizziero sottolinea anche l'importanza del coinvolgimento, nell'organizzazione della giornata di studio, dell'associazione «Medicina e persona» e della Confraternita della Misericordia: «abbiamo voluto "aprirci" ad altre realtà forse», spiega, «anche più conosciute della nostra (la Confraternita della Misericordia ad esempio ha un'attività come quella dell'Ambulatorio "Biavati" che la rende molto visibile) anzitutto per conoscerci ed aprire strade comuni di lavoro che speriamo potranno proseguire in futuro».c