http://www.avvenire.it/

 


Pierpaolo Donati e Franco Poterzio all'incontro promosso dall'Associazione Oeffe (Orientamento familiare)

Essere uomo, essere donna: la sfida della diversità


 

La società post-moderna alimenta una crisi radicale dell'identità sessuale propria della persona umana, mettendo tutti in una condizione densa di paradossi. Da un lato si spinge sul pedale della crescente uniformità, fino a rendere l'identità sessuale una «questione di gusti»; dall'altro, di fronte ad alcune ineliminabili differenze si spinge sulla «differenza di genere» alimentando la conseguente conflittualità.

E' partito da quest'analisi dell'esistente il convegno «Uomo e donna nel contesto attuale», promosso a Bologna dall'Associazione Oeffe (Orientamento Familiare), dal Centro scolastico Paritario Cerreta e dall'Associazione Progetto Famiglia.

"Essere maschio" od "essere femmina" - ha spiegato alle centinaia di convenuti il sociologo Pierpaolo Donati - non è fondabile soltanto sulle necessità riproduttive: è una specifica forma di umanità, un'identità che appartiene alla struttura dell'Io. In questa società che valorizza l'indifferenza anche nei caratteri sessuali, non si va tuttavia verso il trionfo dell'androgino. E' vero però che le identità maschile e femminile sono da ridefinire sotto i profili psichico, sessuale e culturale. Attualmente si va verso una famiglia "matrifocale", che perdendo di vista il modello del padre finisce con lo svirilizzare il maschio. «La modernità - chiarisce Donati- è stata maschile. La post-modernità nella quale viviamo rende centrale la donna. E' lei, potente, bella, minacciosa, competitiva culturalmente, a dare il senso all'uomo».

Questa avvertita inferiorità rispetto alla donna - ha sostenuto lo psichiatra milanese Franco Poterzio - genera per compensazione il bullismo e il machismo, oppure la scelta omosessuale..

Nel disagio collettivo, la competitività ha sostituito la complementarità, la sopraffazione la pariteticità; la parzialità la globalità; l'utilizzo lo scambio. Nei ragazzi manca sovente lo spunto di fantasia iniziale. Si assiste a ritardi di sviluppo; ad una sessualità gestita in modo ludico; alla «fatica di donarsi». Coppie genitoriali inattendibili, incapaci di gestire l'autorità, producono squilibri nei ragazzi, fino a renderli incapaci di elaborare relazioni stabili nel rapporto uomo-donna.

Per Donati la strada per recuperare solidità (sia dell'individuo sia della relazione familiare) passa attraverso la creazione di un'interdipendenza relazionale, fondata sulla corretta analisi della diversità, cioè di ciò che è proprio e di ciò che è comune all'uomo e alla donna. Soltanto dall'identità dell'Io, che si mette in relazione con il Tu - chiarisce Poterzio - può nascere la sintesi più alta del Noi. Da qui il successivo passo «Io con Te per sempre»; «Io, che posso conoscere me solo attraverso di Te, tanto più mi dono tanto più mi possiedo». In pratica, una vera e propria rivoluzione copernicana rispetto a quanto propongono oggi giornali, televisioni e messaggi pubblicitari.

 


Torna all'indice degli Articoli di Domenica 14 marzo 2004