S. Em. Card. Carlo Caffarra
Arcivescovo Metropolita

09 ottobre 2005

 

Domenica XXVIII per annum (A)
[S. Cresime: Borgo Panigale 9-10-05]

1. «Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per il suo figlio». Carissimi cresimandi, come avete sentito il Vangelo paragona il nostro incontro col Signore e lo stare in compagnia con Lui ad un banchetto. Voi potete capire benissimo il significato di questo paragone.
A tavola noi saziamo la nostra fame; a tavola noi stiamo in compagnia cogli altri; a tavole normalmente siamo nella gioia. Considerate bene ora queste tre cose: sazietà, compagnia, gioia. Ebbene, non esiste solo la fame fisica; voi desiderate vivere sempre l’esperienza di una vera amicizia; soprattutto è la gioia ciò di cui abbiamo bisogno. Il Vangelo oggi vi dice: il Signore ti ha donato la possibilità di vivere bene nel senso più profondo del termine. Come? Incontrando Gesù; vivendo nella sua amicizia. Voi oggi riceverete il santo sacramento della Cresima. Lo Spirito Santo che riceverete vi è dato proprio per questo: lui vi fa vivere nell’amicizia con Gesù. E vivere in questa amicizia è come “partecipare ad un grande banchetto di nozze”.

2. «Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire». Anche a voi il Signore ha inviato i suoi servi per invitarvi a questo “banchetto di nozze”, per invitarvi a vivere l’amicizia con Gesù.
I suoi servi sono i sacerdoti; sono i catechisti/e: essi vi sono mandati dal Signore per dirvi: «venite alle nozze». Oggi voi siete venuti. E dopo?
Sentite come continua il Vangelo: «ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari». Continueranno ad invitarvi: alla catechesi; all’Eucarestia festiva; alla compagnia con altri amici di Gesù per imparare a seguirlo. Dio non voglia che ci sia fra di voi “chi non se ne cura” per “andare chi al proprio campo, chi ai propri affari”. Cioè: per andare  a fare sport; per perdere tempo in attività futili e così via.

Ecco, carissimi: ripetetevi spesso nel cuore quanto abbiamo detto nel Salmo responsoriale. «Il Signore è il mio pastore …». Dite con tutto il cuore “Lui da oggi voglio seguire, accogliendo l’invito dei suoi servi a sedermi alla mensa che il Signore mi ha preparato”.

 

 

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