
Eminenza Reverendissima, Confratelli nell’Episcopato,
lasciate che, al termine della celebrazione, con l’animo colmo di gratitudine
e commozione, mi rivolga direttamente al Signore Gesù Cristo per ringraziare.
“I miei giorni erano fissati quando ancora non ne esisteva uno”
(Sal 139, 16). Mia madre mi ha confidato che in gioventù, pregando un
giorno nella chiesa di Rastignano, domandò di diventare madre di un sacerdote
e ricevette l’intima certezza di essere stata esaudita. Infatti Tu, Signore,
hai disposto che io nascessi in una famiglia e crescessi in una parrocchia capaci
di favorire la mia vocazione; che fossi ricevuto a Bologna in un seminario specializzato
per la pastorale del lavoro. La stessa guida della mia formazione seminaristica
mi ha preceduto e accompagnato nel ministero in seno al mondo del lavoro e in
parrocchia, oltre ad avermi come collaboratore nell’Istituto Santa Cristina.
Ora tu Signore mi chiami a lasciare il vivace, vario lavoro bolognese per farmi
diventare membro e vescovo della Chiesa di Imola. Dammi di poter salutare e
ringraziare col cuore, più che con le parole, l’Arcivescovo, Card.
Giacomo Biffi, i suoi Vescovi ausiliari con tutta la comunità loro affidata
e le Autorità qui convenute; i venerabili Confratelli nell’Episcopato
che hanno voluto prendere parte a questa celebrazione, il Rappresentante del
Nunzio Apostolico in Italia e le qualificate rappresentanze di Imola e di Rocca
San Casciano.
Infine, lascia che mi congedi dalla comunità dell’Istituto in cui
sono rimasto per 42 anni e dai collaboratori nella pastorale del lavoro, come
pure da quelli della Scuola di formazione all’impegno sociale e politico,
ringraziando specialmente il Clero dell’Arcidiocesi bolognese, senza dimenticare
gli amici, giunti anche da lontano.
E ora o Signore fa’ che io ti segua, dicendo come l’apostolo Pietro:
“Signore, tu sai tutto, tu sai che ti amo”.
Bologna, cattedrale di S. Pietro, 30 novembre ’02