OMELIA IN OCCASIONE DELL'ORDINAZIONE
DI 16 NUOVI DIACONI
Sabato 14 ottobre - ore 17,00 - Cattedrale di S. Pietro

Carissimi, che con questo rito venite annoverati tra i sacri ministri, oggi voi consegnate irrevocabilmente a Cristo la vostra unica vita. E, diventando diaconi, vi proponete di spendere tutti i giorni che la Provvidenza vi darà nel servizio ravvicinato del Signore dellíuniverso e dei cuori, nel servizio della Chiesa che egli ama, nel servizio del vero bene dei fratelli che incontrerete.

Si delinea così per voi, a partire da questo momento, una straordinaria avventura umana; uníavventura che adesso vi è ancora per larga parte ignota e imprevedibile. Ma già potete stare certi che sarà ricca di senso, luminosa di verità, calda di passione apostolica.

Eí la stessa avventura, esigente ma piena di fascino, che è stata prospettata al protagonista dellíepisodio della pagina evangelica odierna e che egli non ha avuto il coraggio di intraprendere, candidandosi così a una sorte di rimpianto e di tristezza: "Rattristatosi,Öse ne andò afflitto" (cf Mc 10,22). Eppure aveva cominciato bene, tanto che nelle premesse della sua vicenda voi potete riconoscere anche le vostre.

"Gli corse incontro" (cf Mc 10,17). Va a Gesù con tutto líimpeto generoso della sua giovinezza. Ed è ciò che è avvenuto anche a voi: anche voi gli siete "corsi incontro". Oggi, ripensando allíitinerario della vostra vocazione e al tempo del seminario, avrete probabilmente líimpressione che tutto sia "corso", che tutto sia volato. Sospinti, come eravate, da uno slancio interiore che vi faceva mirare alla mèta e non vi consentiva di indugiare in pensieri estranei e forvianti, avete psicologicamente bruciato le tappe e così siete giunti quasi in un tratto a questíora decisiva.

"Gesù, guardandogli dentro, lo amò" (cf Mc 10,21). Lo sguardo radioscopico del Figlio di Dio ha scrutato dentro anche a voi: ha visto le vostre capacità e la vostra indigenza, ha visto la vostra debolezza e la vostra disponibilità, ha visto il vostro desiderio di verità e la sincerità della vostra ricerca.

Vi ha visto come siete; e come siete vi ha amati, per farvi diventare con líenergia trasformante del suo amore come lui vi vuole. A questo fine anche a voi - come già al giovane irresoluto - oggi fa una proposta radicale e totalizzante: "Vaí, vendi quello che hai e dallo ai poveriÖPoi vieni e seguimi" (ib.).

Vendi quello che hai, tutto quello che è ancora tuo: tutti i sogni, i progetti, le prospettive che sono normali in un uomo, tutte le possibilità di affermarsi nei più lusinghieri spazi mondani, tutta la naturale libertà di disporre a piacimento del proprio tempo, dei propri pensieri, dei propri affetti. "Vendi", cioè sacrifica tutto.

Sacrifica tutto a vantaggio dei "poveri", cioè di quanti solleciteranno con la loro multiforme miseria la tua attenzione di ministro di Dio, di "diacono", vale a dire di servo del Signore e dei fratelli. Gli uomini sono tutti variamente "poveri": o perché senza difesa e senza mezzi nella lotta della vita, o perché privi di luce e bisognosi di conoscere la verità che salva, o perché anelanti di trovare qualcuno che gli faccia sperimentare concretamente la benevolenza del Padre celeste, o perché senza speranza e vogliosi di essere rassicurati sul loro destino. A tali "poveri" voi regalerete il frutto della rinuncia di oggi; una rinuncia che, se vissuta bene, è una scelta grande e gratificante, una gioiosa e autentica liberazione.

A questa proposta di Cristo voi oggi - diversamente dal giovane ricco - siete venuti a dire di sì. Siete ben determinati a non sottrarvi allíamore possessivo e coinvolgente con cui il Signore vi vuole.

Vi accingete dunque a condividere la risoluzione di Pietro e degli apostoli che abbiamo ascoltato nella stessa pagina di Vangelo, sicché anche voi potete rispondere a colui che vi chiama: "Eccomi!". Anche voi potete dire al Signore Gesù: "Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito" (cf Mc 10,28).

Allora anche per voi oggi risonerà la promessa magnifica e sorprendente del vostro divino Datore di lavoro: "In verità vi dico: non cíè nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e del Vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna" (Mc 10,29-30).

Tre cose, come vedete, vi vengono qui assicurate: uníesistenza anche umanamente sovrabbondante ("cento volte tanto") per i valori spirituali, la comunione fraterna, il possesso di beni soprannaturali che la impreziosiranno; le "persecuzioni", cioè le sofferenze, le incomprensioni e i guai che non sono stati risparmiati nemmeno al nostro Redentore e Maestro; e infine la "vita eterna", cioè il premio saziante e il gioioso traguardo che attende infallibilmente quelli che si saranno con piena docilità conformati alla volontà del Padre e ai suoi trascendenti disegni.