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OMELIA PER IL 150? ANNIVERSARIO
DELLA NASCITA E DEL BATTESIMO DI SANTA CLELIA - 16
FEBBRAIO1997
SANTUARIO DI S.MARIA DELLE BUDRIE
Clelia Barbieri fu battezzata in questa chiesa parrocchiale delle Budrie lo stesso giorno
della sua nascita, il 13 febbraio 1847. Sono dunque passati centocinquant'anni da che la
figlia del bracciante è diventata figlia di Dio, da che una creatura, che sulla terra
appariva già destinata a un'esistenza di nascondimento e di stenti, è stata annoverata
tra gli eredi del Regno dei cieli e tra i candidati a una vita eterna di gioia e di
gloria.
La mentalità permeata di fede, della gente di allora, non poteva tollerare che tra la
nascita terrena e la rinascita dall'acqua e dallo Spirito Santo passasse più di qualche
ora. Noi abbiamo, a questo proposito, pensieri diversi; ma non è detto che al cospetto
degli angeli la nostra sia giudicata migliore saggezza e più acuta intelligenza del
disegno del Padre.
Centocinquant'anni. A questa distanza possiamo valutare, con miglior cognizione di causa
di coloro che quel giorno avranno circondato di semplici e affettuosi auguri la piccola
che era divenuta cristiana, quanta energia soprannaturale è stata immessa in quella
neonata dall'azione sacramentale. Ed è davvero una iniziativa felice quella di ricordare
e celebrare il momento di inizio di una breve ma intensa e straordinaria avventura dello
spirito, quale è stata la vita di santa Clelia.
Perch? tutto è cominciato di lì. Anzi, tutto - il suo crescere nella grazia,
l'eccezionale dilatarsi del suo cuore nella carità, la sua capacità di trascinare anche
altri sulla strada dell'eroica coerenza evangelica, fino alla gloria degli altari e alla
sua irradiazione taumaturgica e consolatoria nelle generazioni successive - tutto è già
racchiuso in quel battesimo, che don Giuseppe Setanassi ha amministrato presumibilmente
senza particolare emozione.
Come avviene nel seme, che già contiene invisibilmente ma realmente ogni futuro fiorire e
fruttificare.
Il battesimo è, per così dire, al centro dell'intera vicenda che conduce una creatura
dal suo niente originario fino a diventare partecipe della letizia e della richezza
divina. Al battesimo approda tutto il progetto salvifico che c'è su di noi; e dal
battesimo scaturisce poi l'impulso soprannaturale che, attraverso le vicissitudini del
pellegrinaggio terreno, ci fa arrivare alla cittadinanza nel Regno dei cieli.
San Paolo ha tracciato con ammirevole sintesi lo svolgersi di questo arcano processo, che
origina nel segreto stesso dell'intima ed etrena vita di dio e che progressivamente
costruisce la nostra stupefacente avventura. Il Padre - egli dice - ha conosciuto da
sempre coloro che fa oggetto del suo amore inaudito; quelli che ha conosciuto, "li ha
anche predestinati a essere conformi all'immagine del Figlio suo; quelli che ha
predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati, li ha anche giustificati;
quelli che ha giustificati li ha anche glorificati" (cf Rm 8,29-30).
Il battesimo (che è il momento della "giustificazione" ed il conferimento della
vita di grazia) media, come si vede, tra l'eterna elezione di Dio e la glorificazione
definitiva.
Così è stato per santa Clelia, così è anche per noi.
Per questo nella presente liturgia dobbiamo chiedere al Signore, appoggiandoci
all'intercessione di santa Clelia, il dono di riscoprire tutta l'importanza e la
preziosità del nostro battesimo.
Oggi poi, che veniamo a contatto con tanti non battezzati e ascoltiamo tanti discorsi che
sono lontanissimi dalla verità che l'unico vero Maestro ci ha comunicato, questo
argomento è diventato di un'attualità senza paragoni.
Gesù ci ha detto con molta chiarezza: "Se uno nasce da acqua e da Spirito, non può
entrare nel regno di Dio" (Gv 3,5). E agli apostoli, prima di salire al cielo, ha
ordinato: "Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo a ogni creatura. Chi
crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato" (Mc
16,15-16). Nessuna contraria opinione della cultura mondana dominante può smentire questa
parola di Cristo.
Non per niente Giovanni Paolo II, nel suo itinerario di preaprazione al Grande Giubileo
del Duemila, ha proposto proprio per questo 1997 - in connesione con il recupero della
certezza che Gesù Crisdto è l'unico Salvatore del mondo - la riscoperta del sacramento
del battesimo come fondamento dell'esistenza cristiana.
Troppi pensano al battesimo come a una cerimonia convenzionale, a un'occasione sociale
ineludibile, a un pretesto per fare una festa in più tra parenti e amici.
Dobbiamo ritornare invece a vederlo nella sua verità e a riprendere consapevolezza
dell'altissima dignità che è conferita a chi viene rigenerato al sacro fonte.
Ecco in compendio, le "fortune" del Battezzato.
 | Chiamare e avere Dio per padre, essere da Lui conosciuto e amato come filgio, essere
seguito dal suo sguardo amoroso in ogni circostanza, anche le più penose e
difficili. |
 | Chiamare e avere Gesù,il Figlio di Dio, per fratello, che lo ama fino a
ripresentare per lui il suo sacrificio di morte e di resurreziuone, fino a parlargli nel
Vangelo, a guidarlo nell'appartenenza ecclesiale, a predonarlgi le colpe nel sacramento
della confessione, a nutrirlo di s? nell'Eucarisstia, a intercedere continuamente per lui
nella sua gloria alla destra del Padre. |
 | Possedere nel più intimo del proprio essere lo Spirito Santo, principio di una vita
nuova e più alta, luce dei nostri cuori che ci fa conoscere e capire il nostro destino,
fuoco di carità che ci fa più amabili e più capaci di amare. |
Solo Dio può misurare la grandezza del suo dono, solo Lui può capire appieno la
bellezza della vita battesimale, solo Lui può apprezzare come si conviene il nuovo valore
che acquistano le azioni di chi è rinato dall'acqua e dallo spirito.
La Quaresima - che nelle sue preghiere e nelle sue letture ci offre soprattutto un
percorso "battesimale" - faccia più attenta e più assidua la nostra
meditazione della parola del Signore, perch? ritroviamo tutta la gioia e la fierezza del
nostro essere cristiani. E, attraverso il "secondo battesimo" che è il
sacramento della penitenza e della riconciliazione, convertiamoci da ogni condotta
incoerente, perch? possa risplendere davvero nelle nostre azioni la nostra nobiltà di
appartenenti, nella Chiesa, alla felice e grande famiglia di Dio.
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