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Puntata del 02 novembre 2006

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COMMEMORAZIONE DEI FEDELI DEFUNTI: La Chiesa celebra oggi la commemorazione dei fedeli defunti. Una ricorrenza istituita dai monaci benedettini di Cluny, alla fine del primo millennio, ed estesa nel 1311 a tutta la Chiesa. Durante la giornata in tutti i cimiteri della diocesi si sono tenute celebrazioni di suffragio. Alla Certosa era presente il Cardinale che ha celebrato l’eucaristia nel Chiostro monumentale. Il servizio che segue ci aiuta a comprendere il significato di questa ricorrenza. “Ai tuoi fedeli, Signore, la vita non è tolta ma trasformata”. È la limpida certezza che la Chiesa celebra nella commemorazione dei fedeli defunti. Noi crediamo fermamente che il legame della fede che ci unisce a Cristo, crocifisso e risorto e ci costituisce fratelli, non è spezzato dalla morte. Non pensiamo ai nostri morti come a persone rimaste intrappolate nel passato, da far in qualche modo rivivere nei nostri ricordi. Anche il modo e il luogo della sepoltura esprime questa convinzione. Il luogo non si chiama più “necropoli” o città della morte, ma cimitero, una parola greca che significa dormitorio, luogo del riposo. Ancora oggi conserviamo l’uso di porre sulle tombe una pietra con la data di nascita e quella di morte: è un usanza che nasce con il cristianesimo. Gli antichi romani scrivevano sulla lapide gli anni, i mesi e i giorni di vita della persona sepolta. In questo modo evitavano di porre la data di morte, considerata una data infausta, da evitare come la morte stessa. I cristiani, invece, iniziarono l’usanza, ancora vigente, di scrivere accanto alla data di nascita, anche quella di morte, dies natalis, la data della rinascita, del passaggio alla vita trasformata. Anche se oggi sono cadute le riserve canoniche sulla cremazione del corpo, la Chiesa mantiene una preferenza per l’usanza della inumazione, perché ogni defunto possa, simbolicamente compiere il medesimo percorso di Cristo, sulla cui tomba venne posta una pietra, destinata ad essere spazzata via dal trionfo della vita. Tutti i riti che accompagnano la sepoltura dei cristiani esprimono questa certezza, ma è nella celebrazione della Messa che la Chiesa sa di avere il punto di maggiore contatto tra i vivi e i defunti. Ed è proprio nella forza efficace del memoriale della morte e della risurrezione di Gesù che i cristiani sanno di poter dare ai loro morti l’aiuto di cui hanno bisogno per il loro pieno passaggio alla vita. Far celebrare la Messa in suffragio dei defunti, con la propria offerta, è sicuramente un gesto carico di significato, espressione autentica di fede e di speranza. Un gesto da riscoprire e da insegnare ai più giovani.
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MESSA ALLA CERTOSA: Come già ricordato il Cardinale Arcivescovo ha celebrato questa mattina la Messa nel chiostro monumentale della certosa, in suffragio di tutti i defunti. I nostri morti vivono con noi e noi viviamo con loro. Non sono parole vuote, ha detto il cardinale, o astruserie teologiche: è semplicemente la realtà della Chiesa che non è limitata alla nostra vita terrena, ma comprende anche i fedeli defunti. Il Vescovo ausiliare mons. Ernesto Vecchi ha celebrato nella Chiesa di Borgo Panigale, mentre il provicario generale, mons. Gabriele Cavina ha officiato in San Petronio in suffragio dei caduti di tutte le guerre. (SOLO FOTO)
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LE RELIQUIE DI SAN GIROLAMO ALLA CERTOSA: Riprendendo l’antica usanza di esporre dall’1 all’8 novembre le reliquie dei Santi, i padri Passionisti della Certosa hanno promosso quest’anno il restauro e lo studio delle numerosissime reliquie che la Chiesa del Cimitero cittadino ha ricevuto in eredità da monaci certosini.
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I SANTI VITALE E AGRICOLA E LA PROFESSIONE DI FEDE: Si celebra sabato 4 novembre la festa dei santi Vitale e Agricola, protomartiri della Chiesa bolognese. Le celebrazioni si tengono nella Chiesa di Via San Vitale, edificata sul luogo dell’antica arena dove i santi subirono il martirio. Nella cripta della cattedrale, che ne custodisce le reliquie, alle 20.30, il cardinale incontrerà gli adolescenti che si preparano alla professione di fede. I ragazzi proporanno all’Arcivescovo alcune domande sul cammino della fede. L’itinerario verso la professione di fede prosegue poi nelle parrocchie e nei gruppi di appartenenza e avrà un altro momento diocesano con il pellegrinaggio a Roma alle tombe degli apostoli dal 28 al 30 aprile. (SOLO FOTO)
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DEDICAZIONE DELLA CATTEDRALE: Giovedì scorso si è tenuto il ritiro spirituale del clero diocesano, in occasione della festa della dedicazione della Cattedrale
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DISAGIO MENTALE: È stato uno dei temi spinosi proposto al Cardinale nell’sms di un ascoltatore che seguiva la diretta di giovedì scorso da Bentivoglio. Disagio mentale, emarginati da tutti, anche dalla Chiesa. Scriveva Alfo. E proprio questo tema è stato al centro di un convegno di studi promosso sabato dalla delegazione regionale di pastorale sanitaria. Il disagio mentale colpisce ormai un quinto dell’umanità e costituisce una vera e propria emergenza socio-sanitaria. Già il Papa nella giornata mondiale del malato dello scorso febbraio aveva posto l’accento su questo ambite delicato. Le risposte non si attendono solo dall’ambiente medico, ma occorre una sensibilità diffusa nelle comunità cristiane, che possa permettere agli operatori di andare incontro più efficcacemente a quei malati e alle famiglie che da sole non sarebbero in grado di seguire adeguatamente i congiunti in difficoltà. Questi in sintesi i motivi e i contenuti del convegno aperto dal saluto del Cardinale Caffarra, nella sua qualità di presidente dell’episcopato emiliano romagnolo. Tra gli interventi in aula, quelli del prof. Giampaolo Guaraldi, della clinica neuropsichiatrica di Modena, di alcuni cappellani di ospedale e di operatori caritas impegnati nel settore. Nell’occasione del convegno è stata presentata la scuola regionale di pastorale della salute: un corso biennale, articolato in lezioni al sabato mattina, due volte al mese, presso il centro Famiglia di Nazaret di Modena. Tra gli ambiti di approfondimento: Linee fondamentali di pastorale sanitaria, antropologia culturale e teologica, psicologia, bioetica, relazione d’aiuto.
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ACCADEMIA DEI RICREATORI - Sarà don Massimiliano Sabbadini, direttore del servizio di pastorale giovanile della diocesi di Milano e direttore del Forum Oratori Italiani a inaugurare il ciclo di conferenze proposto dall’Accademia dei ricreatori, domani alle 20.45, in montagnola. “La sfida dell’oratorio. Perché una cosa nata secoli fa ha ancora molto da dire”. Questo il tema dell’incontro aperto a chi desidera. Sono ancora aperte le iscrizioni ai corsi di comunicazione, teatro ragazzi, animazione e sport, proposti. Maggiori informazioni sul sito internet www.operaricreatoribo.it. SOLO FOTO
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CASA DI CURA TONIOLO: La Casa di Cura “Madre Fortunata Toniolo”, delle Piccole Suore della Sacra Famiglia, ha festeggiato quest’anno il 50mo anniversario della sua fondazione. Un prestigioso convegno di studi ne ha sottolineato la missione. “Eticità nell’impresa e laboriosità nell’opera”: è il tema impegnativo del convegno promosso dalle Piccole Suore della Sacra Famiglia per fare il punto sia in ambito medico che sociale, sull’impegno di cinquant’anni della Casa di Cura Toniolo. Conciliare le logiche di una impresa con l’etica di un servizio a favore del malato: questa è la missione che ispira le piccole sorelle della sacra famiglia. Nei 50 anni di attività nell’ambito della sanità la casa di cura è diventata un punto di riferimento affidabile e costante per la società bolognese e non. In un contesto culturale laicista e tendenzialmente materialista, per cui la persona era ed è considerata in funzione della sua capacità di produrre, la Casa di Cura nasce come una sfida: riconoscere al malato, in quanto uomo debole, la sua originaria e costitutiva dignità prendendosi cura di lui con grande professionalità e con amore, offrendogli anche il conforto di un ambiente che integrasse funzionalità qualificata e bellezza. In continuità con l'impronta iniziale e con lo spirito impressi dalle fondatrici, le Piccole Suore della Sacra Famiglia gestiscono la Casa di Cura, ispirandosi ai valori del Vangelo, promuovendoli tra i collaboratori ed i pazienti. La Casa di Cura, da sempre, si impegna per la realizzazione di un'equa ed etica distribuzione degli "utili", rispondendo non solo ai bisogni del territorio, ma gestendo forme di solidarietà e di aiuto per le innumerevoli missioni dell'Istituto in Italia e in diverse parti del mondo. (Servizio di Marcello Magliozzi)
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110 ANNI DI AVVENIRE: Il quotidiano “Avvenire” ha compiuto ieri 110 anni di vita. Iniziò infatti le sue pubblicazioni a Bologna il primo novembre 1896, per l’intraprendenza, tra gli altri, di Giovanni Acquaderni, fondatore riconosciuto anche dell’Azione Cattolica e del Piccolo Credito Romagnolo. La testata era “l’Avvenire d’Italia” e nel 1968, per volontà di Paolo VI venne fuso con il quotidiano l’Italia di Milano, diventando così prezioso strumento culturale dei cattolici italiani. All’edizione domenicale di Avvenire è allegato l’inserto “Bologna Sette”, voce autorevole della Chiesa bolognese, che così continua a collaborare al quotidiano nello spirito dei fondatori. (SOLO FOTO)
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CSI: “La via maestra: educare con lo sport” è il tema del convegno promosso la settimana scorsa dal Centro Sportivo Italiano per ricordare i 60 anni della sua istituzione a Bologna. Tra i testimoni privilegiati della fondazione del CSI bolognese, il senatore Giovanni Bersani, che ne fu il primo presidente. 280 società affiliate per 20.000 associati: questi sono i numeri del mondo sportivo bolognese, nato dai valori educativi cattolici. Il vescovo ausiliare, mons. Ernesto Vecchi, ha messo in evidenza la centralità della questione educativa. Per educare occorre sostanzialmente lavorare su tre fronti della persona: l’intelligenza, la libertà, la capacità di amare. Lo sport può diventare una “via maestra” nel compito educativo. La pedagogia sportiva cristiana vede nel salire sul podio o nei piani alti della classifica, non solo un’affermazione dell’individuo o di una squadra, ma lo stimolo della volontà di tutti all’impegno, alla solidarietà, al recupero dei più deboli”. L’attuale presidente del CSI bolognese Stefano Gamberini, ha consegnato poi un premio agli ex presidenti, ai consulenti ecclesiali e ad alcune delle società sportive che maggiormente hanno contribuito alla crescita del CSI.
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ACLI: Si è tenuta sabato scorso nella sede di via Scipione Dal Ferro la Conferenza organizzativa e programmatica delle Acli di Bologna. «Quest’anno essa è stata soprattutto», ha sottolineato il presidente provinciale Francesco Murru, «un’occasione di rilancio programmatico dell’attività sociale ed associativa espressa dalle varie componenti delle Acli sul territorio. Grande importanza hanno avuto, nell’ambito della Conferenza organizzativa e programmatica, i gruppi di lavoro che hanno affrontato i temi più importanti dell’azione delle Acli. Il gruppo sulla vita cristiana in particolare ha esaminato quanto emerso al Convegno di Verona e ha tracciato una linea di azione, nell’ambito del «progetto parrocchie», delle Acli nazionali, per contribuire al meglio al Congresso eucaristico diocesano collaborando con le parrocchie. (SOLO FOTO)
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PASSAMANO: Anche quest’anno molte persone e tante scolaresche hanno partecipato al “passamano per San Luca”, sabato scorso, per riocrdare l’iniziativa spontanea della gente di Bologna che nel 1677 organizzò un passamano di pietre per la costruzione del portico. 99 bandiere di altrettanti paesi del mondo sono così passate di mano in mano fino al santuario mariano. Il circolo filatelico emiliano di Bologna ha partecipato alla manifestazione allestendo una mostra filatelica e iconografica, con soggetti legati al significato del passamano e della devozione mariana. La mostra era allestista in collaborazione con l’Associazione Beata Vergine di San Luca, nella cappella di Santa Sofia al Meloncello, detta anche “dei Domenichini”. (RVM)
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LITUANI: Qualche settimana fa vi abbiamo raccontato di un gruppo di pellegrini che giungeva a piedi dalla Lituania, diretto a Gerusalemme e che abbiamo intercettato nel loro passaggio nel territorio bolognese. Navigando su internet, e più precisamente nel sito della Custodia di Terra Santa, abbiamo avuto la conferma del loro arrivo al Santo Sepolcro. Li avevamo incontrati lungo la strada statale tra Crevalcore e Persiceto e poi ancora durante una sosta a Livergnano in comune di Pianoro, lungo l’antica via dei pellegrini romei. Ora li abbiamo ritrovati sui sentieri di internet. Un’ampia pagina del sito della Custodia di Terra Santa, documenta il loro arrivo nella Basilica del Santo Sepolcro. Il gruppo era composto da persone semplici, in maggioranza donne e in età avanzata. Il partecipante più anziano ha settant’anni; il più giovane ne ha ventisei. Delle quaranta persone che il 5 maggio 2006 hanno dato inizio alla fatica del pellegrinare a piedi, a Gerusalemme ne sono arrivate 35. Strada facendo cinque persone, chi a causa della salute, chi per altri motivi, avevano rinunciato. Il gruppo ha percorso circa 4300 chilometri a piedi. Dalla Collina delle Croci il gruppo si è diretto al santuario della Madre di Dio, a ?iluva; da qui ha poi ha attraversato il territorio della Lituania, Bielorussia, Ucraina, Ungheria, Austria per arrivare in Italia. Ogni giorno il gruppo percorreva una tappa da 30 a 40 chilometri. Hanno pernottato nelle parrocchie che lo hanno ospitati spesso nelle aule di catechismo. A volte i pellegrini hanno dovuto accontentarsi di un parcheggio, e hanno passato la notte a cielo aperto. Le motivazioni erano profondamente spirituali, confermate da un profondo e costante clima di preghiera e dalla frequente celebrazione dei sacramenti. È stato un pellegrinaggio di ringraziamento per la testimonianza di Giovanni Paolo II e di preghiera per la sua beatificazione. Ma anche un pellegrinaggio di penitenzia e di espiazione dei peccati. Durante tutto il percorso tre pellegrini, con turni di venti minuti circa, hanno portato sulle spalle un crocifisso di sessanta chili. Questa croce tornerà insieme ai pellegrini in Lituania e verrà offerta come voto del popolo al santuario mariano a ?Iluva. Martedì 17 ottobre, nel pomeriggio, il gruppo è entrato solennemente nella basilica della risurrezione, dove la comunità francescana cantava solennemente il Te Deum. Mentre i pellegrini ad uno ad uno entravano nel sepolcro vuoto per adorare il mistero del risorto, risuonavano sotto le volte dell’anastasis le note dell’inno lituano. Una testimonianza preziosa di fede da parte di un popolo che ha conosciuto da vicino il mistero della croce.
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VERITATIS SPLENDOR: Domani alle 18, presso l’Istituto Veritatis Splendor di via Riva Reno, il Cardinale celebrerà una santa Messa per l’inaugurazione dell’anno sociale. Sono numerose le attività di ricerca e di formazione promosse dall’Istituto, tra le quali il ciclo di catechesi del Card. Biffi, corsi di approfondimento sul tema “fede e ragione”, sul catechismo della Chiesa Cattolica, il Concilio, la dottrina sociale. Tra i temi di ricerca dell’istituto, la Bioetica, l’economia, l’arte e la scienza. (SOLO FOTO)
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FACCHINI: È in libreria, per le edizioni San Paolo, il volumetto di mons. Fiorenzo Facchini, l’Avventura dell’uomo, nel quale l’autore sintetizza e ripropone in maniera più divulgativa il contenuto del più ponderoso testo “Le origine dell’uomo”, edito da Jaka Book. Abbiamo sentito mons. Facchini.
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GRANDE SILENZIO: Le grandi case distributrici lo hanno ignorato, ma in breve tempo è ha riscosso un enorme successo di pubblico. È film “Il grande silenzio”, del regista tedesco Philip Gröning. Il titolo originale tedesco è “Die Grosse Stille”, il grande silenzio. Titolo più che mai appropriato per 162 minuti ininterrotti di pura contemplazione. Il sonoro è fatto soltanto di rintocchi di campane, di salmodie notturne, di passi, di vento, di pioggia, di pochissimo altro. Unici protagonisti del film sono i monaci della grande Certosa, non lontano da Grenoble, sulle Alpi francesi, madre di tutte le Certose del mondo. Philip Gröning, 46 anni, tedesco di Düsseldorf, vi ha vissuto sei mesi, armato solo di una telecamera e di una cinepresa super 8. Ha fatto tutto da solo: sceneggiatore, produttore, regista, operatore, fonico, montatore. Niente luci artificiali, niente musiche, niente voci fuori campo. Nessuno avrebbe scommesso sullo stupefacente successo di pubblico che ha avuto in Germania lo scorso inverno, più dell’ultimo film su Harry Potter. Eppure proprio questo è accaduto. In Italia le grandi case di distribuzione non hanno voluto scommettere sul film, ma nelle poche sale che sono riuscite ad avere la pellicola, la proiezione è stata un successo strepitoso. Merito della piccola ma prestigiosa Metacinema. Oggi per la San Paolo Multimedia “Il grande silenzio” è disponibile in dvd. In pochissimi giorni ne sono state acquistate centinaia di copie. Non un film di narrazione, ma di contemplazione, dove l’immagine cerca di trovare l’armonia e il ritmo del respiro dello spettatore.
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VANGELO: Dal vangelo secondo Marco In quel tempo, si accostò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l'unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro comandamento più importante di questi». Allora lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v'è altri all'infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio« E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
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