Puntata del 27 aprile 2006

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FAMIGLIA: L’ufficio di pastorale famigliare ha promosso domenica scorsa una giornata di spiritualità per i coniugi, presso la parrocchia di San Lorenzo di Sasso Marconi.
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ESTATE RAGAZZI: Nei giorni scorsi è stato presentato il nuovo sussidio per l’Estate Ragazzi, che sarà al centro delle attività estive nelle parrocchie. Nei prossimi giorni verrà anche reso noto l’inno ufficiale di Estate Ragazzi 2006. Una suggestiva presentazione teatrale, ha fatto da cornice in Montagnola, alla presentazione del nuovo sussidio per l’estate ragazzi. “Un grillo per la testa”: questo è il titolo del testo realizzato anche quest’anno dall’Associazione Giovani per l’Oratorio e dal Servizio diocesano per la Pastorale Giovanile. Al centro del racconto, vi è l’immortale favola di Pinocchio: due amici Grillo e Lucignolo raccontano questa storia da punti di vista diversi, che nel contesto educativo che le viene costruita attorno, diventa una riscoperta della paternità misericordiosa di Dio. Il sussidio contiene il racconto in forma di prosa, il testo e numerose idee per la realizzazione drammatizzata, proposte per giochi, laboratori manuali, attività musicali e grafiche. Il sussidio è stato pensato non solo come sostegno per l’Estate Ragazzi, ma anche per campi estivi, grest e attività oratoriane. L’impostazione della giornata di estate ragazzi, varia molto da parrocchia a parrocchia, ma ha sempre al centro la realizzazione teatrale di una parte della storia, che costituisce poi l’ambientazione fantastica di tutte le altre attività, dalla preghiera al gioco, dai laboratori alla musica. Il sussidio, pubblicato da EDB, è disponibile anche in libreria ed è stato pensato per tutte le diocesi dell’Emilia Romagna. Prosegue intanto, in numerose sedi distaccate nel territorio diocesano, la scuola animatori, che culminerà a maggio con l’incontro con il Cardinale Arcivescovo.
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BAZZANO: La parrocchia di Bazzano ha festeggiato nella domenica dell’ottava di Pasqua il completamento del restauro della bella Chiesa parrocchiale e la dedicazione del nuovo altare.
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ANZIANI: Domenica pomeriggio, a partire dalle 16, si terrà un momento di preghiera per le vocazioni sacerdotali, a cui sono invitati in particolare gli anziani. Il Vescovo ausiliare mons. Ernesto Vecchi celebrerà la santa Messa, al termine della quale vi sarà un rinfresco e un intrattenimento bandistico nel cortile dell’Arcivescovado. L’importanza della preghiera per le vocazioni è segnalata anche dal fatto che quest’anno, per la prima volta nella sua storia, la diocesi non avrà neppure un candidato al sacerdozio. (SENZA IMMAGINI)
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LERCARO: Domenica scorsa a Villa San Giacomo si è tenuto l’annuale incontro della “famiglia del cardinal Lercaro”. Con gli “ex-ragazzi” e le loro famiglie, pervenute da ogni parte d’Italia, il cardinal Caffarra ha presieduto una celebrazione eucaristica e dai sacerdoti legati all’opera del cardinal Lercaro. L’Arcivescovo, ai quali si sono poi uniti il card. Biffi e mons. Vecchi, si è detto felice di trovarsi fra coloro che sono vissuti per poco o tanto tempo al fianco del Cardinal Lercaro e che concorrono a perpetrare nel tempo il ricordo e gli insegnamenti.
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DEVOZIONE POPOLARE/1 - CREVALCORE: La settimana santa, e in particolare il triduo pasquale, costituisce il cuore dell’anno liturgico, perché celebra gli eventi fondamentali della nostra fede. I prossimi due servizi ci presentano due momenti suggestivi di devozione popolare che riguardano la nostra diocesi. In molte zone sono ancora vive alcune manifestazioni nei quali si esprime la devozione del popolo credente. Il venerdì santo di Crevalcore è uno degli esempi più suggestivi di questa devozione. In Chiesa viene riprodotto, in una struttura in legno, il monte Calvario, sul quale Cristo venne crocifisso a Gerusalemme. L’effige del Salvatore, viene progressivamente staccata dalla croce, mentre vengono prodotti suoni caratteristici, che indicano lo strepito e lo sconvolgimento dell’animo credente, di fronte alla sofferenze di Cristo e della Vergine addolorata. Ad un sacerdote viene affidato il compito di tenere alcune prediche per indirizzare la fede del popolo cristiano. Alcuni uomini, in abito scuro, portano poi in processione l’effige del Cristo morto, seguito dalla Madre, lungo un itinerario per le vie del centro cittadino, illuminato dalle caratteristiche torce, chiamate “pulecc”, seguendo un itinerario a forma di croce. Questo genere di riti sono distinti dal culto liturgico della Chiesa: semplificando si potrebbe dire che la Liturgia è memoriale, rende presente qui e ora, attraverso il rito sacramentale l’efficacia di grazia della Pasqua del Signore. La devozione popolare è memoria, anzi quasi imitazione di quanto è accaduto 2000 anni fa, con lo scopo di promuovere l’affetto del cuore, la partecipazione anche emotiva dei credenti ai patimenti di Cristo. La devozione popolare non ha efficacia sacramentale, ma ha la forza di condurre ad una più coinvolgente partecipazione alla Pasqua del Signore.
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DEVOZIONE POPOLARE/2 - CASTELGUELFO: In molte parrocchie della diocesi bolognese è ancora in uso la tradizione delle “quarant’ore”: un periodo prolungato di adorazione eucaristica, in memoria del tempo trascorso da Gesù nel sepolcro. A Castelguelfo, le 40ore vengono celebrate all’inizio della settimana santa e sono caratterizzate da una profonda devozione popolare. Dalla domenica delle Palme al martedì santo: a Castelguelfo, ad ogni ora della giornata una processione entra in paese, accompagnata da un canto caratteristico: sono le 40ore, una tradizione che risale, nella forma attuale, al ‘700, nel periodo in cui era parroco don Zanini, figlioccio del cardinale Lambertini, uomo di grande pietà e zelo pastorale. Le quarant’ore esistevano già, ma in quel periodo avvenne un fatto doloroso: un soldato profanò la Chiesa, trafugando la pisside con le ostie consacrate. Il parroco invitò l’intera comunità a compiere un gesto di riparazione, solennizzando la pratica delle 40ore. Il paese venne diviso in quattro quartieri e vennero istituiti i turni di adorazione. Ancora oggi, a scandire le varie ore di adorazione, i gruppi dei fedeli si trovano presso l’oratorio della Madonna della Pioppa dal quale procedono in processione verso la Chiesa parrocchiale, cantando struggenti melodie popolari, con parole e tonalità che si tramandano da generazioni. In Chiesa un grande addobbo di fiori e ceri, fa da cornice all’ostensorio eucaristico. Il lunedì e il martedì santo, queste processioni si ripetono ad ogni ora per tutta la giornata. Il lunedì santo alle 22 numerosi fedeli partecipano alla Via Crucis, che introduce alla notte intera, trascorsa in adorazione. L’ultima processione avviene il martedì santo, questa volta con il santissimo sacramento per le vie del paese a conclusione di queste giornate eucaristiche.
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PORRETTA: E’ stata inaugurata qualche settimana fa nel comune di Castel di Casio una Cappella votiva posta all’incrocio tra le vie Fornaci e Salmaore. Alla presenza del parroco, don Isidoro Sassi e del sindaco del comune una piccola cerimonia ha aperto al culto dei fedeli la nuova area allestita intorno alla cappelletta mariana. Davanti alla statua della Madonna di Lourdes si riuniranno i parrocchiani già dal prossimo mese di maggio per il rosario serale. La realizzazione dell’opera è stato possibile grazie alla collaborazione di volontari che si sono adoperati con l’aiuto economico dell’amministrazione comunale di Castel di Casio e di alcuni privati.
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VERSO VERONA/3: Riprendiamo da oggi a proporvi i servizi preparati dai servizi della CEI, in vista del Convegno ecclesiale nazionale che si terrà a Verona, nel prossimo ottobre. Il tema, sul quale tutte le comunità sono chiamate a riflettere è quello della speranza.
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VANGELO: III DOMENICA DI PASQUA (LC 24,35-48): In quel tempo, di ritorno da Emmaus, i due discepoli riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto Gesù nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente all'intelligenza delle Scritture e disse: «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».
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