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Si è conclusa domenica, con la imponente processione dalla Cattedrale di San Pietro, la settimana delle celebrazioni in onore della Madonna di San Luca. Accanto a me, mons. Andrea Caniato con il quale commentiamo le immagini questa processione.
A Porta Saragozza, il Cardinale ha rivolto alla Madonna una accorata preghiera per la città, presentandole i grandi problemi che la affliggono, soprattutto il dramma della disoccupazione giovanile. Seguiamo integralmente il saluto del Cardinale alla Madonna di San Luca.
Nella mattinata di domenica, il Cardinale Giovanni Lajolo, presidente emerito del Governatorato Vaticano ha presieduto la Messa solenne dell’Ascensione del Signore. Il Cardinale Lajolo ha poi seguito nel pomeriggio, fino alle fasi finali la processione della Madonna, a fianco del nostro Arcivescovo.
Voltiamo pagina e ricordiamo, doverosamente, il terremoto che ha colpito il nostro territorio, esattamente un anno fa. Le comunità interessate dal sisma stanno cercando, non senza problemi, di risolvere i loro problemi. Tra sabato e domenica verranno inaugurate a Renazzo e a Crevalcore due Chiese provvisorie che renderanno possibile la vita liturgica e pastorale fino al pieno ripristino degli storici edifici danneggiati dal terremoto. Andiamo ora a Pieve di Cento dove la parrocchia è già entrata nella Chiesa provvisoria.
La Parrocchia di Sant’Egidio ha proposto nel contesto dell’anno della fede, una serata di riflessione sul tema della “Storia della Salvezza”, con testi, immagini e musica del coro parrocchiale.
Prosegue l’opera di recupero delle memorie di Giovanni Acquaderni, il vulcanico iniziatore tra l’altro dell’Azione Cattolica, dell’Avvenire d’Italia, del Credito Romagnolo e di numerose iniziative di carità.
Quando san Paolo arrivò per la prima volta a Efeso, (lo abbiamo letto qualche giorni fa nella messa feriale) trovò alcuni discepoli ai quali chiese: “Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?”. Gli risposero: “Non abbiamo nemmeno sentito che esista una Spirito Santo”. Risposero così perché in realtà non erano cristiani, ma ancora discepoli di Giovanni Battista. Oggi invece noi ci troviamo in una situazione paradossale. E cioè che ci chiamiamo nominalmente discepoli di Cristo e, lo stesso, non sappiamo nulla dello Spirito Santo. Ed è un po’ un problema, perché in realtà tutto il piano della salvezza, tutto il disegno di Dio, a null’altro tende se non a trasmettere all’umanità il dono dello Spirito. Lo Spirito Santo – lo ricordiamo più volte – è la vita stessa di Dio, il suo amore purissimo. Spirito Santo è tutto ciò che il Padre Creatore e il Figlio Redentore hanno in comune: vita, divinità, la perfezione, l’unità, l’onnipotenza, l’essere persona, l’amore… Spirito Santo dunque è Dio stesso, dono perfetto, fonte di ogni dono. Ma come è possibile che il Santo Spirito possa stare anche solo accanto alluomo? Come può l’oceano non travolgere e non schiacciare un bicchierino di carta, magari anche già crepato?… Ecco tutta la storia della salvezza, con le sue lunghe tappe dall’antica alla nuova alleanza; il disegno di Dio, che a nient’altro tende se non a creare un ponte di comunicazione possibile tra Dio e l’uomo, tra il creatore e la creatura, tra l’infinito e il quasi nulla. Ricordate la scena di Noè che dall’arca lancia una colomba? Questa non trova un punto di appoggio, un punto di ingresso nel mondo e ritorna sempre all’arca. Gesù di Nazaret, l’uomo nuovo, l’uomo perfettamente in pace con Dio, perché Dio egli stesso, è il punto di ingresso dello Spirito Santo tra gli uomini. Dio si dona a noi senza bruciarci, anzi, risanando le ferite, guarendo le brutture, elevando l’esistenza, portando il bene a perfezione. Nel vangelo Gesù lo chiama “il Paraclito” – avevamo già riflettuto su questa parola – e promette che resterà acconto a noi per sempre. È l’Amore che non ci tradisce, è l’Amore che illumina, che indica la strada senza mai sbagliare. Tutto puntava qui. La storia è veramente compiuta. Ma occorrono occhi profondi, gli occhi penetranti della fede per comprendere. Vi propongo un testo famoso del Patriarca ortodosso di Antochia Ignazio Hakim, che basta a farci capire come tutto si compie con la Pentecoste: Senza lo Spirito Santo, Dio è lontano; Cristo resta un personaggio del passato; il Vangelo è lettera morta; la Chiesa una semplice organizzazione; l’autorità un dominio; la missione una propaganda; la liturgia una mera rievocazione e l’agire cristiano un moralismo. Con Lui invece: il cosmo si solleva e geme ma nelle doglie del parto, il Cristo risuscitato è presente, il Vangelo è potenza di vita, la Chiesa significa comunione trinitaria, l’autorità è servizio liberatore, la missione è Pentecoste, la liturgia è memoriale e profezia, l’agire umano è diventa l’agire di un Dio». Scenda abbondante lo Spirito su di noi, perché scorra in noi la vita stessa di Dio.
E’ stato inaugurato nei giorni scorsi, al Centro di Fraternità San Petronio (via Santa Caterina), l’ampliamento della mensa che fornisce ogni giorno un pasto caldo a chi è nel bisogno.
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